Amoako Boafo, Joy, 2019
Il 15 luglio Phillips è tornata a Londra con New Now, il format che, nell’edizione newyorkese dello scorso marzo, aveva già dato buone conferme nonostante il clima apocalittico. Anche stavolta, gli esiti hanno soddisfatto pienamente le aspettative, totalizzando £ 3,7 milioni, tassi di vendita del 93% in valore e dell’87% in lotti. Ma non solo: risultati straordinari anche per alcuni highlights che hanno superato – e di molto – le stime iniziali, come le opere di Eddie Martinez, Amoako Boafo e Nina Chanel Abney.
«Quale modo migliore» dichiara Simon Tovey, Direttore di New Now, «per concludere una stagione straordinaria! […] C’è stata una grande profondità di offerta, con un aumento del 50% dei bidder online rispetto allo scorso anno e la partecipazione di collezionisti da oltre 50 Paesi in tutto il mondo. Questo fantastico risultato è una testimonianza della forza del mercato medio e della crescente domanda internazionale sui lavori di artisti emergenti e affermati. L’ampia varietà di opere e l’enfasi sui giovani artisti proposti con New Now dimostra un mercato sano su tutta la linea».
Ancora una volta, la modalità adottata è stata quella del live streaming (il battitore in sala e i bidder che partecipano dal sito o dall’app), ma con la possibilità, nei giorni precedenti all’incanto, di visionare i lotti anche dal vivo presso le gallerie Phillips di Berkeley Square. Una forma del tutto ibrida, insomma: come già dimostrato nell’asta di Phillips del 2 luglio, conclusa con un’eccezionale white glove sale, l’arte contemporanea si è adattata egregiamente alle esigenze di un mercato in rapida evoluzione, imboccando con rinnovata energia la sua personalissima strada.
Ma vediamo da vicino alcuni dei lotti che hanno scatenato gli animi della sala (o, meglio, i click del web). Primi fra tutti, due dipinti di Amoako Boafo, l’artista che proprio da Phillips ha raggiunto alcuni dei suoi risultati più importanti, con Joy in Purple (2019), aggiudicato lo scorso 2 luglio per 480,988 euro, e The Lemon Bathing Suit (2019), venduto il 13 febbraio a 662,509 euro. E così, sulla scia di questi numeri, non fatichiamo a comprendere come Joy (2019), con una stima compresa tra £ 15,000 e £ 20,000, abbia raggiunto £ 112,500; e, ancora, come Untitled (2019) sia stato battuto per £ 187,500, partendo da una stima di “appena” £ 20,000-30,000. Il pittore di Accra, d’altronde, sembra aver stregato tutti, anche al di fuori dell’arte figurativa: proprio in questi giorni, Dior Man ha presentato la collezione Primavera-Estate 2021 e ha omaggiato Boafo e le sue tele originalissime con una splendida clip.
Eddie Martinez, col suo dinamico mix di graffiti e pittura You Come Up Short del 2016, raggiunge il prezzo di vendita più alto dell’asta, pari a £ 471,000. Buoni risultati anche per George Condo, che proprio la scorsa settimana ha battuto un nuovo record con ONE, la staffetta globale di Christie’s; nell’incanto di New Now, la sua opera Untitled (2006), in penna su carta, ha totalizzato £ 33,750 e ha ampiamente superato la stima di £ 5,000-7000. Genieve Figgis, col suo Lady on a Bed (2015) totalizza £ 106,250, mentre Jules de Balincourt arriva a £ 83,750 con Unspecific Things in Specific Spaces (2011).
«Non vediamo l’ora», conclude Simon Tovey, «di cominciare con questo slancio la prossima stagione, con le nostre aste di arte contemporanea ad ottobre». E noi non vediamo l’ora di seguire i prossimi appuntamenti, sperando che i mesi passati siano solo un brutto, lontanissimo ricordo.
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