Categorie: Mercato

Phillips festeggia, Bonami meno

di - 18 Maggio 2015
Si è chiusa la sessione primaverile delle aste iniziata lo scorso 5 maggio a New York, con un trionfo del mercato.
Il totale ottenuto dalle vendite dei giorni passati è stato di oltre 2,7 miliardi di dollari, di cui 1,7 incassato soltanto da Christie’s, e supera i 2,3 miliardi della vendita dello scorso novembre, a conferma che il mercato dell’arte sta attirando sempre di più i più ricchi del mondo in cerca di investimenti solidi e si status symbol.
E come si inserisce la piccola Phillips in questo contesto fatto di giganti che muovono miliardi? Anche se in proporzioni minori, anche la casa d’aste inglese canta vittoria, puntando molto sulla sua asta dello scorso giovedì, di cui vi abbiamo raccontato, che è stato il suo miglior risultato di sempre. Ma in realtà c’è stata un’altra asta, di cui poco si è raccontato e che ha deluso le aspettative. Ampiamente annunciata, e altrettanto nascosta sotto la sabbia: la vendita di arte contemporanea italiana a cura di Francesco Bonami, The great Wonderful, 100 years of italian art, un insieme di opere di artisti tra i più noti, anche oltreoceano, ma a detta dello stesso curatore, spesso bistrattati dal mercato. La firma di un curatore dalla fama internazionale, stimato negli Stati Uniti, non ha però cambiato la sorte dei lotti in vendita, rendendo le cose difficili anche per quelle opere che solitamente superano di molto le stime.
Enrico Castellani con una Superficie Bianca del 1981 per esempio rimane fermo a 437 mila dollari, molto lontano dai 600 mila dollari previsti, invenduti due Lucio Fontana, un Baruchello, Pascali, Paolo Scheggi, che nel resto delle aste realizza successi imprevisti, fallisce anche Maurizio Cattelan. Prezzi bassi poi per Bonalumi, Manzù, Burri, Penone e il top lot della serata Domenico Gnoli che si ferma a meno di 7 milioni, sotto le stime basse previste.
L’asta così diventa il momento più negativo delle giornate newyorchesi, una mossa forse troppo azzardata, in cui anche artisti che avrebbero potuto fare da traino a quelli meno noti, sono stati messi in ombra. I fattori scatenanti potrebbero essere molti, le troppe vendite in corso, lo scarso appeal dei lotti, o, come amaramente possiamo riscontrare anche nella attuale Biennale, lo scarso interesse del mondo nei riguardi dell’arte italiana.

Articoli recenti

  • Mostre

Per Silvia Scaringella, il tempo dell’arte è quello della trascendenza

Le opere di Silvia Scaringella trovano una nuova lettura poetica nei suggestivi spazi del Passaggio di Ronda del castello medievale…

21 Aprile 2026 14:30
  • Arti performative

Agire il corpo per costruire consapevolezza: la performance di Martina Rota con Donnexstrada

Al The Hoxton Roma la performance di Martina Rota a cura di Altremuse, in collaborazione con Donnexstrada: un’indagine sul corpo…

21 Aprile 2026 12:30
  • Design

Avant Craft porta la ceramica italiana a Londra: il racconto delle curatrici

Avant Craft è la piattaforma che promuove il design e la manifattura ceramica italiani a Londra: ne parliamo con le…

21 Aprile 2026 11:30
  • Arte contemporanea

Novant’anni di Giorgio Griffa: la pittura è la traccia immediata di un lungo processo

Alla Fondazione Giorgio Griffa, la mostra Summer 69 accosta opere storiche e lavori recenti, mentre le istituzioni italiane e internazionali…

21 Aprile 2026 10:30
  • Teatro

In Scena: gli spettacoli e i festival della settimana, dal 21 al 26 aprile

Una selezione degli spettacoli e dei festival più interessanti della settimana, dal 21 al 26 aprile, in scena nei teatri…

21 Aprile 2026 9:42
  • Mostre

Oltre le mura di Palazzo Vizzani: la pratica dell’abitare per le nuove residenze di Alchemilla

Il nuovo programma per il 2026 invita tre artiste internazionali a vivere gli spazi storici per trasformarli in dispositivi di…

20 Aprile 2026 20:00