Alighiero Boetti Perdere la bussola 1986. Courtesy of Art-Rite Auction House
Oltre 130 lotti, tutti dedicati all’arte moderna e contemporanea di Art-Rite. Una sfilata di maestri che attraversano rappresentano indagano l’ultimo secolo, senza limiti né categorie. Con una presenza d’eccezione: un bel nucleo di opere provenienti dalla collezione di Tommaso Trini Castelli, storico delle relazioni fra le arti e le tecnoscienze e personalità incisiva nella comprensione delle avanguardie degli anni ’60 – dall’Arte Povera all’Arte Concettuale alla Land Art. «La capacità visionaria di Tommaso Trini», rivela a exibart Federico Bianchi, capo-dipartimento Arte Moderna e Contemporanea, «può essere ritrovata in quella attenzione costante al “nuovo”. In quell’abilità, che contraddistingue i più grandi, del saper lasciare il piede in sospeso sopra lo spazio dell’ignoto alzando, invece, lo sguardo oltre gli orizzonti e vincoli di un tempo convenzionalmente inteso per dare voce ad impulsi ed esigenze espressive che, di fatto, hanno inevitabilmente condizionato il nostro “essere moderni”. Avanguardia e innovazione sono dunque elementi chiave nell’approcciarsi al nucleo di opere presentato in asta, fortemente rispecchiante quell’”eroismo della visione” di Tommaso Trini».
Si parte dalla punta di diamante, la firma è quella di Pablo Picasso. Si intitola Profils, è datato 1970, è un’opera di inchiostri (pennarelli) su carta da disegno applicata su cartoncino. «Rappresenta l’importanza attribuita dal maestro spagnolo al genere del disegno», spiegano dalla maison, «le figure si mischiano nello sguardo di chi osserva esaltando l’immediatezza, la capacità espressiva e la tensione creativa di Picasso». Stima: € 150.000-250.000.
C’è Carla Accardi tra gli highlights dell’asta di Art-Rite, la prima donna astrattista italiana dal riconoscimento internazionale è presente in catalogo con Segni misti, vinilico su tela del 1983 (stima: € 80.000-120.000). E così Karel Appel, tra i più significativi artisti olandesi e tra le personalità di spicco del gruppo CoBrA, qui rappresentato dai colori caotici e contrastanti di Personnage, anno 1972 (stima: € 20.000-40.000). «Il lavoro esemplifica a pieno i tratti della sua pratica in cui dai caotici contrasti di colori accesi emerge un senso di dinamismo disagiante.
Ultimo pit-stop della nostra rassegna, Alighiero Boetti, superstar dell’art market internazionale dopo le aggiudicazioni multimilionarie degli ultimi mesi. Da Art-Rite, il suo Perdere la bussola del 1986 è emblema perfetto del suo iconico ricamo: «Le griglie di lettere colorate», confermano dalla casa d’aste, «rappresentano per l’artista il rovesciamento del capitalismo globale e anticipano una mutazione profonda e inevitabile che si concretizza con la delocalizzazione della produzione». Stima: € 60.000-90.000).
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