Categorie: Mercato

Ritorno in presenza. Uno sguardo agli stand di Frieze New York

di - 6 Maggio 2021

50 gallerie da New York, dagli Stati Uniti e dal mondo, una sede tutta nuova, un’edizione limitata – ma intensa e attesa più che mai. Frieze New York torna in presenza a The Shed, con artisti internazionali e nomi emergenti che tratteggiano a tinte contemporanee l’atmosfera di Manhattan. Cambiamenti dell’ultimo minuto? Decisamente sì, vi abbiamo già parlato della lista di oltre 20 gallerie incluse nell’elenco ufficiale e poi costrette ad annullare per l’emergenza sanitaria. Ma niente paura: Frieze le ha sostituite con nuovi booth – più vicini, più local – e ha mantenuto in parallelo le ormai note Viewing Rooms online, per scongiurare ogni evenienza. Il risultato è stato esattamente quello previsto: tutti i biglietti erano già sold out una settimana prima dell’apertura.

Giro in fiera, alcuni highlights di Frieze New York

Mappa alla mano, tanto entusiasmo arretrato ed è subito un tuffo nella normalità pre-pandemia. Karon Davis è la rappresentante della Wilding Cran Gallery, con una nuova serie di calchi in gesso che rimandano a tempi e tradizioni lontane. «È un po’ uno scavo», rivelava Davis in un’intervista ad Artnet, lo scorso marzo. «Quando ero piccola, volevo essere un’archeologa o un’astronauta. Ma invece sono diventata un’artista». Essa, Jasmin e Anoma – tutte datate 2021 – sono i nomi delle sue ultime creazioni.

Ci sono Ragna Bley, Ivy Haldeman, Rute Merk e Willa Chasmsweet Morgan nello stand di Downs & Ross. Full Figure, Twist Left, Hand Touches Thigh, Two Shoes Off (2021), tra gli altri, è un classico esempio dei corpi sinuosi, intrecciati, quasi allucinati di Ivy Haldeman, che solo a un secondo sguardo si rivelano come hot dog antropomorfi. Divertenti e sensuali – le ciglia lunghe, la posa, i tacchi da diva – i suoi garbugli irriverenti catturano lo sguardo su un mondo senza spiegazioni.

Daniel Buren, un nome che è già un programma – a colori; è lui l’artista superstar esposto da Lisson Gallery, con lavori come Une pièce coupée en deux del 1974. Opta per una collettiva l’iconica Goodman Gallery, che presenta tra gli altri William Kentridge, Grada Kilomba e Misheck Masamvu, mentre David Zwirner porta in scena le opere di Dana Schutz.

Ivy Haldeman, Twist Left, 2021. Courtesy of Downs & Ross
Daniel Buren, Une pièce coupée en deux , 1974. © Daniel Buren. Courtesy of Lisson Gallery

E arriviamo così alle brasiliane Galeria Nara Roesler, Mendes Wood DM, Fortes D’Aloia & Gabriel (OVR) e Galeria Marília Razuk (OVR), che partecipano a Frieze grazie al sostegno di Latitude – Platform for Brazilian Art Galleries Abroad. Nara Roesler, in particolare, mette in dialogo i lavori di Cristina Canale, Carlito Carvalhosa e Amelia Toledo; tre artisti molto distanti tra loro, che – spiegano dalla galleria – «di solito non vengono esposti insieme». Proprio come quel Narcisso convertito in fiore che, secondo Leon Battista Alberti, inventò la pittura, così queste «pratiche molto diverse sono venute a coincidere nei loro tentativi di catturare e incarnare i riflessi del sé».

Carlito Carvalhosa, Untitled (P27/20), 2020. Courtesy of Carlito Carvalhosa and Nara Roesler
Marina Perez Simão, Untitled, 2021. Courtesy of Mendes Wood DM

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