Giorgio de Chirico, Il Pomeriggio di Arianna (1913). Sotheby's
Ve lo avevamo anticipato, era una vendita da non perdere quella di Sotheby’s di ieri sera (ieri notte, per noi nottambuli italiani). C’era l’Arianna di De Chirico, un po’erotica e un po’ malinconica, con un curriculum espositivo da sogno (ve ne parlavamo qui); c’era una delle prime donne alte, affusolate, ormai iconiche, realizzate da Giacometti, che è stata tempestata di offerte; e, ancora, quattro dipinti direttamente dal Brooklyn Museum – seguiti da polemiche e approvazioni – tra cui uno splendido Monet. Ebbene, nonostante il periodo incerto più che mai, è andata proprio come avevamo sperato: l’Impressionist & Modern Art Evening Sale si è conclusa con una white glove, un tutto venduto, per un totale di 141,1 milioni di dollari (con il 36% dei lotti garantiti). La Femme Leoni di Alberto Giacometti (1947) ha raggiunto la cifra più alta dell’incanto, aggiudicata per $25,9 milioni; ma a scaldare gli animi di New York è stata senz’altro la tela verticale di Giorgio de Chirico, che con $15,9 milioni e 10 minuti di bidding battle ha segnato un nuovo record per l’artista.
E così, Il Pomeriggio di Arianna (1913) ha strappato il primato a Il Ritornante (1919), venduto da Christie’s per 14,1 milioni di dollari nel 2009. Doveva sfilare, in realtà, anche un’altra opera di Giacometti, la Grande Femme I, annunciata come il lotto più costoso della serata (stima: $ 90 milioni); ma la scultura, lo comunica subito l’auctioneer Oliver Barker, è stata acquistata prima dell’asta tramite una vendita privata, e il prezzo non è stato reso noto.
Tra gli altri numeri della serata, segnaliamo Black Widow (Nativity) di Man Ray (1915),«epitome della pittura di qualità museale», come lo aveva definito il presidente di Sotheby’s America Lisa Dennison, aggiudicato per $5.779.200. L’Ovation di René Magritte (1962) raggiunge poi i $14.052.000, mentre un poeticissimo Rêverie de Monsieur James (1943), dalla collezione dell’attrice Sandra Moss, è stato battuto per $5,089,800. Grande attesa anche per il capolavoro di Vincent van Gogh Fleurs dans un verre (1890), andato per $ 16,235,100, così come i dipinti protagonisti del deaccessioning del Brooklyn Museum, che hanno totalizzato $7.2 milioni. Tra questi, Les Îles a Port-Villez (1897) di Claude Monet, che ha superato la stima iniziale compresa tra $2,5 milioni e $3,5 milioni ed è stato battuto per $3,8 milioni ($4,6 milioni, incluse le commissioni).
«Siamo entusiasti», riferisce Julian Dawes, Head of Sotheby’s Impressionist & Modern Art Evening Sales in New York, «che la vendita di stasera abbia sottolineato la forza, la resistenza e l’energia del mercato dell’arte impressionista e moderna, come dimostra in particolare il notevole 100% dei lotti venduti». E ancora: «Dal continuo interesse per i capolavori surrealisti, agli eccezionali esempi di Impressionismo e Post-impressionismo, tutti i livelli del mercato hanno superato le aspettative, per una vendita di grande successo». Insomma, il risultato della Evening Sale è buono, anche migliore di quanto potessimo sperare dato il periodo sciagurato. È il tempo giusto per fare acquisti sicuri e compassati, sembrerebbe, entro le stime, senza rischiare di pagare cifre troppo in là rispetto ai pronostici iniziali; e per sperare, magari, di veder fruttare a breve questi investimenti, quando il 2020 sarà solo un brutto, vivissimo ricordo del passato.
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