Alexander Calder, Mariposa (1951). Sotheby's
Un altro formato cross-category, come piace a Sotheby’s. Un’altra vendita di successo, come le case d’asta ci hanno anacronisticamente abituati negli ultimi mesi. L’evento di ieri sera ha fruttato $63,3 milioni (su una stima alta di $58,6 milioni) con bidding combattuti, nuovi record d’artista, partecipanti da 23 Paesi e i capolavori di Alexander Calder e Pablo Picasso a guidare l’incanto. È Oliver Barker a orchestrare l’Impressionist, Modern and Contemporary Art Evening Sale: oltre 100 anni di storia riuniti tutti insieme, in un’escalation di 25 lotti che scandiscono senza indugio il tempo dell’arte.
5 opere ritirate prima dell’inizio, solo 2 invenduti, quasi la metà dei capolavori garantiti (qui potete sfogliare il catalogo completo). Ma entriamo nel cuore dell’asta. Si aprono le danze ed è subito record: Mr. Johnson (Sammy from Miami) (1972) di Barkley L. Hendricks, nella stessa collezione dal 1973 e completamente invisibile al pubblico dalla retrospettiva al Greenville County Museum of Art del 1975, trova un acquirente per 4 milioni. Un ottimo risultato per Sotheby’s, che arriva a detenere i primi 11 prezzi d’asta per l’artista, tra cui Yocks, venduto nel maggio 2019 per $3,7 milioni, e Jackie Sha-La-La (Jackie Cameron), aggiudicato per $2,8 milioni solo il mese scorso.
E sono fuochi d’artificio anche per Mariposa (1951) di Alexander Calder: dopo 10 minuti di offerte contese tra 5 bidders, il mobile passa di mano per $18,2 milioni, più del doppio della sua stima di $8 milioni. C’era da aspettarselo, è vero, in primis per la provenienza straordinaria (nientemeno che la Neiman Marcus Collection). «Aggirandosi apparentemente senza peso sopra lo spettatore», spiegavano da Sotheby’s prima dell’incanto, «i diciannove elementi a cascata comunicano un senso di illimitata possibilità cinetica, spostandosi e ruotando per creare infinite permutazioni all’interno della più semplice delle forme astratte, in perfetto equilibrio».
Passiamo allora a un altro protagonista della serata, il Buste de Femme Assise (1962) di Pablo Picasso, che ha raggiunto rapidamente gli $11,2 milioni. Ma è Matthew Wong, con la sua Pink Wave del 2017, a scaldare gli animi dei collezionisti, con una pioggia di bidding e un totale di $2.35 (ben più della sua stima alta di $400mila). Un quadro esatto – letteralmente – dell’impennata dell’artista sul mercato dopo la morte prematura, avvenuta nel 2019.
E non è finita: il dipinto di Claude Monet offerto all’asta dal Brooklyn Museum (questioni di deaccessioning, ancora una volta) trova un acquirente per $4,7 milioni. Realizzato dal maestro dell’Impressionismo nel 1894, Vernon, soleil rappresenta la campagna intorno al villaggio di Giverny, in Normandia: «Ho scoperto la curiosa sagoma di una chiesa e mi sono impegnato a dipingerla», spiegava l’artista, riflettendo sulla serie di sette tele incentrate sulla chiesa gotica di Vernon. «Era l’inizio dell’estate… alle fresche mattine nebbiose seguirono improvvisi scoppi di sole i cui caldi raggi non potevano che dissolvere lentamente la nebbia che circondava ogni fessura dell’edificio e che copriva le pietre dorate con un involucro idealmente vaporoso».
Un ultimo focus, stavolta su uno dei primi acquerelli di Van Gogh, tra le opere più attese di ieri sera (stanotte, per noi fedelissimi in diretta dall’Italia). The Laak Mill near The Hague risale all’epoca in cui il pittore viveva all’Aia con Sien Hoornik, in un appartamento a pochi passi dal mulino Laak Mill, dove il proprietario vendeva il latte per 1 centesimo a bicchiere. «Uno tra i miei ricordi più deliziosi», scriveva l’artista al fratello Theo; e noi lo ritroviamo lì da Sotheby’s, per un attimo soltanto, prima di vederlo aggiudicare per $2,5 milioni.
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