Abbiamo incrociato il suo sguardo a Milano nel 2019, nella mostra a Palazzo Reale a cura di Giovanni Carlo Federico Villa. Adesso l’Ecce Homo di Antonello da Messina è in vendita da Sotheby’s New York, andrà all’asta il prossimo 5 febbraio con una stima di $ 10-15 milioni.
Una tavola che rende perfettamente la fusione tra la maestria olandese del realismo descrittivo con la preoccupazione italiana per l’espressione emotiva tipica di Antonello da Messina. Parla di «smorfia straordinaria» Federico Zeri a proposito del Cristo raffigurato sul recto, dei suoi occhi gonfi di dolore, le labbra delicatamente socchiuse. Sul verso si trova invece San Girolamo in Penitenza, immerso in un paesaggio reso in modo meticoloso. Quando lo presentò per la prima volta, nel lontano 1981, fu sempre Zeri a ipotizzare che si trattasse di un piccolo oggetto portatile – solo 20,3 x 14,9 cm – destinato alla devozione privata.
Un’opera straordinaria: in generale, rispetto alla produzione incredibilmente ridotta di Antonello da Messina; e in particolar modo sul mercato, dove è rarissimo rinvenire un’opera del pittore siciliano. Un altro Ecce Homo di Antonello, registrato nel 1653 nella collezione di Don Giulio Agliata di Palermo, è oggi conservato al Metropolitan Museum of Art, è caratterizzato dalla medesima carica espressiva. C’è anche una versione, senza data, a Palazzo Spinola a Genova. Mentre la tavola più grande del gruppo, con lo stesso soggetto, è custodita al Collegio Alberoni di Piacenza.
A proposito della provenienza, il catalogo di Sotheby’s riporta l’appartenenza a una collezione privata spagnola, intorno al 1900; seguita dall’acquisito da parte di Wildenstein & Co., nel 1967; e poi da Fabrizio Moretti, tramite vendita privata, da Sotheby’s New York. Da qui, l’arrivo nelle mani dell’ultimo collezionista, e l’annuncio della vendita imminente. Si attende il nuovo capitolo, al Breuer Building di Sotheby’s New York.
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