Nonostante gli sforzi le cose non sono andate come sperato, parlando di numeri la vendita di ieri sera a Milano di Arte Moderna e Contemporanea ha incassato circa 7,5 milioni di euro, escluso buyer’s premium, meno della stima minima attesa che oscillava tra i 9,5 e i 12 milioni.
Unici lotti a tirare su il morale della casa d’aste il tanto annunciato Close Up di Domenico Gnoli, che è andato oltre le aspettative vendendo per 2,5 milioni circa contro il milione e mezzo dato dalle stime, e da un Senza Titolo di Tancredi che ha superato la stima alta per raccogliere 460mila euro.
Sin dall’inizio a Palazzo Serbelloni le cose non sono andate bene, dopo aver con degli invenduti eccellenti come Ettore Spalletti, Alighiero Boetti e Mario Schifano, l’asta è continuata con delle performance non memorabili di grandi nomi blue chip come Alberto Burri di cui è stata venduta una grande opera a 205mila euro, o Lucio Fontana, presente in catalogo con diverse opere. Dell’artista di origini argentine sono andati all’incanto 11 lotti tra sculture e tele, di cui soltanto 5 sono state piazzate. Buono il risultato di Spazio anche più che tempo di Carol Rama, lavoro del 1971, proveniente da un collezionista privato torinese, che ha guadagnato 50mila euro.
A parte qualche momento positivo, la serata si è conclusa con una nota negativa: 17 lotti su 46 sono rimasti invenduti, una differenza enorme rispetto alle sessioni degli anni passati quando le percentuali di invenduti si aggiravano intorno alla decina. (RP)