Max Ernst & Marie-Berthe Aurenche, Portrait d'André Breton, 1930. Courtesy of Bonhams
Parigi e Surrealismo, accoppiata che vince. Anche sulle montagne russe stagionali dell’art market, pare. L’asta parigina di mercoledì di Bonhams si è chiusa con un totale di € 2.7 milioni, con il 66% di vendite per lotto e il 93% per valore. I protagonisti: oltre 170 esemplari onirici, con nomi che spaziavano da Salvador Dalì a Man Ray. Il top lot? Come previsto, il Ritratto di André Breton ad opera di Max Ernst e dell’allora moglie Marie-Berthe Aurenche. Lo dipinsero insieme nel 1930, a quei tempi a Breton non piaceva Marie-Berthe. «Sembra la tua tata!», rimproverava spesso all’amico. Per decenni, furono in molti ad attribuire il lavoro alla sola mano del maestro surrealista. Poi, da Bonhams, la svolta. «Le donne del movimento sono state a lungo riconosciute più per il loro ruolo di muse che di artiste a tutti gli effetti», rivelava alla stampa Emilie Millon, Head of Impressionist & Modern Art poco prima dell’incanto. Il verdetto finale: € 819.375.
Non solo. Spicca Leonor Fini tra gli highlights del catalogo di Bonhams, Portrait féminin n°44 ha raggiunto il tetto di € 113.775 – vale a dire un nuovo traguardo su carta per la pittrice italo-argentina. Proprio a lei, tra l’altro, sempre Bonhams dedicava lo scorso ottobre una bella sezione di stampe nel corso della Modern & Contemporary Prints & Multiples di New York. Un’occasione ghiotta per i nuovi collezionisti, con la possibilità di accaparrarsi un grande nome a piccoli prezzi, chance che soltanto la carta può ancora regalare. Quanto meno lungimirante. Record poi per Jane Graverol, Le Trait de Lumière del 1959 tocca quota € 579.975. Un’ode all’indipendenza, alla femminilità, tutta giocata sugli schianti. Luce e ombra, dolcezza e severità, erotismo e mostruosità di figure senza volto. «È un capolavoro raramente offerto», commenta Millon. «Questo dimostra in modo chiaro che la sua produzione sta finalmente ricevendo il riconoscimento che merita». Nemmeno due settimane fa, da Sotheby’s, un soggetto analogo trovava casa a Londra per £ 400.000.
Sogni a occhi aperti, allucinazioni, morfologie psicologiche, un’attenzione particolare ai lavori delle pittrici surrealiste. Ecco gli ultimi echi che dalla Biennale di Venezia di Cecilia Alemani si protraggono – ancora e ancora – in giro per il globo, senza limiti tra mostre, fiere, aste, tra riscoperte e nuovi record mondiali. A inizio marzo, da Christie’s London, passavano lavori come Retrato del Doctor Ignacio Chàvez di Remedios Varo (£ 3.9 milioni) e Quería ser pájaro di Leonora Carrington (£ 882.000) – seppure entrambe ben distanti dai loro record assoluti, rispettivamente $ 6.2 milioni (Sotheby’s 2020) e $ 3.3 milioni. Da Sotheby’s Paris, un paio di settimane fa, Surrealism and Its Legacyesitava, tra gli altri, Novia di Francis Picabia, un omaggio alla donna e alla superiorità del ragionamento femminile (€ 2.2 milioni).
«Siamo assolutamente soddisfatti dei risultati della vendita», conclude Millon, «in particolare dei fantastici riscontri per le opere delle artiste». Proprio mentre al Musée de Montmartre di Parigi inaugura, a partire dal 31 marzo, la mostra Surréalisme au féminin. Puntuale, decisamente in linea con il trend.
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