I dati di Bloomberg, nel 2021, parlavano chiaro: già a gennaio, il 40% dell’arte era acquistata proprio dai giovanissimi, con un portafoglio d’investimento pari a 3 miliardi di dollari. E gli faceva eco il report The Next Gen Art Collectors di Larry’s List, che tracciava un identikit dei nuovi attori dell’arte, sparpagliati tra New York, Londra, Seoul, Pechino, Shanghai e Hong Kong. «I Millennials aiutano il mercato dell’arte globale a resistere alla pandemia», scriveva il Wall Street Journal. Nuove generazioni, protagoniste assolute; anche nel tanto atteso 2022. Lo sa bene la casa d’aste Art-Rite, che punta i riflettori sui giovani e li incoraggia a iniziare la propria collezione. Come? Con U-3 Under 3k euros, la vendita di Arte Moderna e Contemporanea del prossimo 4 marzo. Con prezzi sempre inferiori a 3000 euro, s’intende.
«I giovanissimi collezionisti, i “Millennials”», dichiara a exibart Federico Bianchi, Capo Dipartimento di Arte Moderna e Contemporanea, «hanno un approccio essenzialmente di due tipi. Un primo gruppo si rivolge alle opere storiche da rivalutare con grande attenzione alla spesa, cercando di studiare le potenziali discrasie economico/storiche di un mercato non sempre allineato; un secondo gruppo, molto più “modaiolo”, ricerca nelle ultimissime tendenze nomi di volta in volta sulla cresta dell’onda, per bruciare i tempi delle potenziali consacrazioni e conseguenti rivalutazioni economiche anche nel brevissimo periodo». E aggiunge: «Art-Rite, casa d’asta con una spiccata vocazione consulenziale, tramite i suoi esperti propone e favorisce una sintesi dei due approcci che permetta di collezionare storico e/o contemporaneo più consapevolmente, consentendo al collezionista di operare in maniera proattiva sul mercato dell’arte».
Ecco allora le proposte della maison, tra opere su carta, multipli ed edizioni di libri d’artista. C’è il già citato Andy Warhol – record d’asta: Silver Car Crash, $ 105,4 milioni, per rendere l’idea – presente qui con un iconico Mao (1985) da € 200 – 400. C’è Urs Lüthi, in catalogo con 16 stampe fotografiche dal titolo Don’t ask me if you know that I am too weak to say no (1977), stima € 1.800 – 2.200. E merita una menzione Senza titolo (Negativo – Positivo) di Bruno Munari (1993), una vera architettura di forme-colori offerta per € 1.500 – 2.500. Ancora qualche esemplare: Cinque ovali rossi del 2008 di Turi Simeti (stima: € 1.000 – 2.000), Macchina drogata, documento di processo del 1967 di Vincenzo Agnetti (stima: € 2.000 – 3.000), Sunflower seeds del 2010 di Ai Weiwei (stima: € 100 – 300). Per finire, gli oggetti aggregati, ingranditi e decontestualizzati di Concetto Pozzati: Il mio piede destro prodotto del 1973, in particolare, potrebbe raggiungere fino a € 2.000. Appuntamento da Art-Rite, 4 marzo, h. 17:30. Buon inizio di collezione.
É in programma fino al prossimo 7 giugno, a Ulassai, la seconda edizione della Biennale d’Arte Contemporanea
Oltre cento opere – tra multipli, stampe e rarità da collezione – raccontano l’eredità di Duchamp in una vendita speciale…
Il Ritratto di signora di Gustav Klimt torna alla Galleria Ricci Oddi di Piacenza, dopo il prestito per la mostra…
Il format espositivo YES, BUT debutterà a Milano durante l’Art Week 2026: il progetto porterà opere site specific in spazi…
La Biennale di Coimbra torna con un progetto che si sviluppa tra architetture storiche e interventi contemporanei, mettendo in gioco…
Isgrò, Gallizio, Fontana e non solo: fino al 21 giugno, la mostra di Fondazione Cosso riunisce opere di artisti internazionali…