Per più di cinque secoli, il suo sguardo è rimasto nascosto, custodito gelosamente da un’unica famiglia. Nessuno ne ha sospettato l’esistenza, ma adesso la casa d’aste Beaussant Lefèvre & Associés, in collaborazione con Bayser, punta dritta i riflettori su quel volto tracciato a punta d’argento: si tratta di un ritratto su carta ad opera di Hans Baldung Grien (1484 o 1485-1545), genio del Rinascimento tedesco, che cattura la figura di Susanna Pfeffinger (1465-1538). È a dir poco rarissimo: su circa 250 disegni conosciuti dell’artista, questo è l’unico a punta d’argento custodito in una collezione privata – che è peraltro quella dei discendenti di Susanna Pfeffinger, la donna ritratta nel dipinto. Ora è pronto a passare di mano il prossimo 23 marzo a Parigi, all’Hôtel Drouot, con una stima importante di € 1,5-3 milioni.
«La scoperta di questo lavoro è stata uno shock personale e professionale», ha dichiarato Patrick de Baysser, esperto d’arte e collezionista. «È il più importante ritrovamento che abbia avuto il privilegio di portare alla luce dai tempi del San Sebastiano di Leonardo da Vinci nel 2016. I disegni di Baldung sono rarissimi; l’ultimo comparso in asta nel 2007 è stato venduto per oltre 3,7 milioni di dollari».
Nato in Germania e allievo di Albrecht Dürer, Baldung si trasferì a Strasburgo nel 1509, dove sviluppò uno stile unico, diede vita a interpretazioni fresche di soggetti tradizionali – lo spirito libero, l’immaginazione fertile, senza pari nel suo tempo – che sfugge oggi a qualsiasi tipo di classificazione. I suoi soggetti oscillano tra realtà e finzione tra morte, erotismo, stregoneria e il tempo che passa, e le figure femminili da lui raffigurate combinano potenza, sensualità e una precisione quasi surreale – in piena era di censura religiosa e conflitti spirituali. Oltre ai disegni, Baldung realizzò ritratti profondamente umani, incisioni, vetrate e grandi pale d’altare, opere che ancora oggi stupiscono per la loro complessità e intensità. La sua arte ha ricevuto riconoscimenti internazionali, con retrospettive a Karlsruhe (2019–2020), Strasburgo e Friburgo, oltre a una significativa esposizione alla National Gallery of Art di Yale nel 1981.
Per Arthur de Moras, partner e banditore d’asta di Beaussant Lefèvre & Associés, questa opera rappresenta «un frammento intatto di storia dell’arte che riemerge, un ritratto che incarna l’essenza stessa del Rinascimento: la nascita della commissione privata, il dominio della linea e la libertà creativa di un maestro all’ombra della cattedrale di Strasburgo». Beaussant Lefèvre & Associés, in collaborazione con la casa Bayser, lo offrirà all’asta all’Hôtel Drouot a marzo, esattamente il giorno prima dell’apertura del Salon du Dessin, regalando al pubblico e ai collezionisti l’opportunità unica di confrontarsi con un’opera rimasta invisibile per cinque secoli.
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