Non proviene dalla Luna, da Marte o da qualche altro pianeta ma questa roccia vale un milione di dollari. In effetti, non fa parte di questo mondo, almeno in un certo senso, perché si tratta dell’immagine digitale di una roccia, un file clip art. Anzi, ancora più precisamente, dell’NFT associato e identificato a quella immagine, cioè un ormai famigerato Non Fungible Tokens. La “roccia” è stata venduta lunedì per 400 EtherRock, una delle prime criptocollezioni di NFT basata sulla blockchain Ethereum, corrispondenti a circa 1,3 milioni di dollari. E cosa ci farà il fortunato proprietario con questa roccia? Assolutamente nulla, tranne che possederla, assaporare il «Senso di orgoglio di essere il proprietario di una delle 100 rocce uniche» – così si legge sul sito ufficiale di EtherRock – e poi rivenderla a qualche altro facoltoso collezionista di rocce, cioè di opere d’arte. Perché, se vogliamo dirla tutta, a cosa serve l’arte? Difficile rispondere.
Facile invece tenere il conto del valore di questi NFT: a seguito di quest’ultima vendita, il nuovo prezzo minimo per un EtherRock è aumentato a 1,2 milioni di dollari. Pochi giorni prima, la roccia più economica è stata venduta a 305.294 dollari, due settimane a $ 97.716. Speculazioni? Forse e il bello sembra essere proprio questo. L’aumento del prezzo di vendita della roccia coincide con un aumento generale degli NFT che, ricordiamo, sono dei token, quindi dei codici univoci e non replicabili, basati su blockchain e che indicano, in maniera inequivocabile, la proprietà di un contenuto digitale.
Per esempio, alcune persone acquistano immagini digitali di scimmie e cambiano le loro immagini su Twitter per indicare l’appartenenza al Bored Ape Yacht Club, un’altra collezione di 10mila scimmie annoiate, cioè di NFT associati a quella immagini, collezionabili e acquistabili sembra sulla blockchain di Ethereum, diventate negli ultimi mesi una sorta di status symbol sui social network. Il lotto iniziale di NFT di Bored Ape Yacht Club, esaurito in poche ore, ha fruttato più di due milioni di dollari. Da allora, la collezione ha raggiunto un valore complessivo di quasi 10 milioni di dollari, con le scimmie più economiche arrivate a circa 14mila dollari. E ci sono anche altre collezioni di gatti e papere, oltre che di bonsai. Tutto meravigliosamente senza uno scopo, tranne appunto quello di passare da una mano virtuale all’altra, facendo fluttuare il valore dell’intera serie. Con le rocce è successa la stessa cosa: tra i miliardari che hanno acquistato la loro roccia, per usarla come immagine profilo, anche Justin Sun, imprenditore tecnologico, fondatore della piattaforma di criptovaluta TRON e attuale CEO di Rainberry.
Questa estate ha segnato una vetta da annali del mercato: il valore del volume degli scambi nel solo mese di agosto sulla piattaforma NFT OpenSea – quella usata anche da Damien Hirst per il suo progetto di criptoarte da 25 milioni di dollari – ha superato 1 miliardo di dollari, registrando un aumento del 286% rispetto a luglio 2021. Insomma, questo affaire NFT sarà anche una bolla di sapone ma sembra essere resistente come una pietra.
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