"Untitled (Head)" di Basquiat (1982)
Il valore di “Untitled (Head)” si aggira tra i nove e i dodici milioni di dollari. L’opera è parte di una serie, “Heads”, una chiave di volta concettuale» per l’intero operato artistico di Basquiat, che raggiunge il proprio apice nel 1982.
«Il disegno in questione racchiude il meglio della brillante carriera di Basquiat», ha dichiarato Grégoire Billault del dipartimento di Arte Contemporanea di Sotheby. «C’è un senso di urgenza e immediatezza in questo dipinto che è veramente eccezionale – un’opera prescientifica che cattura e definisce New York degli anni ’80, dimostrando la profonda consapevolezza psicologica del giovane artista».
L’immediatezza dell’immagine e la quasi assenza della narrazione sono elementi costituitivi del linguaggio di Basquiat. L’artista era ossessivamente attratto dall’analisi e dalla rappresentazione della testa umana. I suoi volti scrutano, indagano come se vedessero. Lo sguardo di “Untitled (Head)” brucia ed è denso di carica emotiva.
“Untitled (Head)” è un’opera superlativa che esemplifica la capacità di Basquiat di tradurre l’energia del tempo in inchiostro, olio e acrilico.
L’opera è sempre stata nelle mani di Basquiat sino alla sua morte, avvenuta nel 1988, quando l’artista aveva 27 anni.
Nell’asta di Sotheby’s (originariamente prevista per maggio) troviamo altri pezzi eccezionali, come “Triptych Inspired by the Oresteia of Aeschylus” (1981) di Francis Bacon, stimato a 60 milioni di dollari; “White Brushstroke I” (1965), di Roy Lichstein stimato tra i 20 e i 30 milioni di dollari.
Sotheby’s presenterà anche “Night Sky #7” (1995) di Vija Celmins. Esposto recentemente in una grande retrospettiva al MET di New York, si prevede il valore del dipinto vada dai 6 agli 8 milioni di dollari, un record mondiale di aste per l’artista lettone-americano, all’età di 81 anni. Come dichiara Sotheby’s, la maggior parte delle opere di Celmins si trovano all’interno dei musei e ottenere uno dei suoi lavori rappresenta una rarità.
Un highlight importante è “Untitled (DSS 25)” (1962, dell’artista minimalista americano Donald Judd. L’opera è la prima scultura realizzata a parete ed è stata realizzata, secondo quanto riporta il catalogo, utilizzando «Olio e sabbia di cadmio chiaro, olio bianco e nero, ferro zincato e chiodi su legno». Si configura come un radicale cambiamento nella pratica di Judd. Fu Lewis V. Winter ad acquistare l’opera nel 1963 alla Green Gallery. In un comunicato stampa, Laura Paulson, presidentessa di Gagosian Art Advisory e rappresentante della famiglia Winter, ha dichiarato che il collezionista «È stato attratto dall’arte che era radicale per i suoi tempi e continua ad essere importante esistente».
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