“Sul serio mi è sempre molto difficile non credere ad una foto”: questa la premessa con cui Raffaele Gavarro presenta il lavoro di Donatella Di Cicco e Annalisa Sonzogni. Giocata sul filo dell’ambiguità tra realtà e finzione, la mostra riprende uno dei temi classici (e un po’ abusati) del discorso sulla fotografia, quello che si interroga sul grado di “verità” dell’immagine, e sotto l’esplicito titolo di Mirage accomuna il lavoro di due artiste tra loro piuttosto differenti. Cos’hanno in comune, infatti, le fanciulle procaci e goffamente provocanti, che ammiccano con fare televisivo nelle immagini di Di Cicco, con le lattiginose vedute notturne della Milano incantata di Sonzogni? Nulla, probabilmente, se non il fatto di essere fotografie, cioè miraggi: di sembrare vere senza esserlo e di essere più vere di quel che sembrano.
Le aspiranti veline in posa sullo sfondo di paesaggi agresti o marini di Dolls, l’ultima
Non ci sono attori né studiati set di posa, invece, nelle fotografie di Annalisa Sonzogni (Sarnico, 1974), che predilige la notte, nella quale sembra muoversi
A Guarene d’Alba a partire dal 24 maggio, Sonzogni e Di Cicco esporranno nuovamente insieme, nella mostra Da Guarene all’Etna, 03 promossa dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.
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