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Fino al 15.VI.2002 | Piero Golia – Faccio sul serio | Milano, Studio Massimo de Carlo

di - 3 Giugno 2002

Caro Piero, sei un pazzo, giusto?
No! credo di essere perfettamente normale.

Vabbuo, mi è andata male, passiamo oltre. I tuoi lavori puntano a raggiungere una sorta di deadline, un confine immaginario dello sforzo fisico (sei andato in barca dall’Italia all’Albania), una presenza corporea indelebile (hai fatto tatuare la tua faccia su tutta la schiena di una modella). Guardano in faccia alla morte immediata (in quest’ultima installazione a Milano). Ma non hai paura di farti/farci del male?
Forse sono ancora un poco incosciente, ho forse sono troppo cosciente é un dubbio che mi pongo spesso. La risposta varia di giorno in giorno, come tutto nella vita.
Al momento credo proprio che sia la secodno. Cioé mi sento molto cosciente di quello che faccio, ho fatto una scelta, come in tutto nella vita e sono pronto a pagarne il prezzo. “Con ogni mezzo necessario” per quanto mi riguarda. Per quanto invece riguarda il pubblico il discorso é diverso. Il pubblico nei miei progetti è coinvolto fino a quando lo vuole, l’arte per loro è una scelta che possono rinnovare di volta in volta. La ragazza ha fatto una scelta per il tatuaggio.

In questi giorni sei allo Studio De Carlo di Milano. Ci parli della nuova installazione?
Anche in questo caso si tratta di una scelta. Una scelta precisa. Il lavoro è una scritta in oro a 24 kr. con all’interno dei neon che illuminano il muro dietro si essa, come un alone di luce, io ho poi tolto la guaina isolante di gomma che isolava i cavi, in questo modo la corrente ad alta tensione si disperdeva nelle lettere. Chi viene a vedere faccio sul serio è immediatamente avvertito del pericolo. Tutto sta proprio in questo avvertimento forse. Vi prego credetemi: non toccate altrimenti morite! (Se poi proprio volete toccare è sufficiente firmare una liberatoria che solleva me e il gallerista da ogni responsablità…).

Cosa stai preparando in questi mesi? Cosa ci riserverai per la prossima stagione?
Adesso sto lavorando ancora sul potere dei lavoro su qualcosa che sia forte di per se’, sto cercando di preparare quello che era stato preannunciato dal rollio dei tamburi a Villa Medici, qualcosa di “serio”.
Inoltre sto lavorando ad un libro che io amo classificare come una sorta di manuale teoretico su come ho realizzato i miei lavori. Qualcosa che dia a chi lo legge tutte le informazioni necessarie per fare quello che faccio io. E forse se funziona chi lo ha letto potra’ continuare al posto mio. Così finalmente posso andare in pensione e mi trasferisco a vivere in un villaggio Valtur…
Se ce la faccio ti mando una cartolina.

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a cura di Massimiliano Tonelli


STUDIO MASSIMO DE CARLO, Via A. Volta 17, 02.2906.0214/fax 2906.0214, studiodecarlo@hotmail.com, fino al

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  • Arte che uccide??

    Verso la fine degli anni Ottanta (o forse erano i primi Novanta? Poco importa) un brutto episodio funestò una installazione outdoor del famoso artista americano Christo: una sua opera a forma di vela (chissà perchè l’intelligente Christo non pensò alla possibilità che il vento si sarebbe accanito su una scultura di tale forma) installata sulle colline della baia di S.Francisco, fu rovesciata dal vento “uccidendo” qualcuno che stava là sotto ad ammirare quella interessante ma pericolosa cosa d’arte. Più per caso che per volontà, quella fu la prima vera opera d’arte assassina... ma il caso a volte è essenziale per realizzare capolavori.
    Niente di noiosamente premeditato, perchè una vera opera d’arte vive anche di aleatorietà, una aura che la sacralizza. Non è certo il “caso” della ridicola mostra/trovata di Piero Golia, la quale vorrebbe essere originale ma che invece non lo è affatto, anzi.
    Povero illuso quel De Carlo: pensava che Golia avesse avuto una idea fresca da spacciare nella sua galleria per froci alla moda: ma lo sappiamo tutti che al giorno d’oggi l’originalità è merce rara.
    A questo indirizzo http://www.geocities.com/artedabruciare
    potete leggere un testo che mi ha divertito e soprattutto anticipa di due anni l’originale idea del gigante Golia: certo, sono solo parole mentre Golia l’ha fatto sul serio. Ma ciò poco importa visto che si tratta di mera arte concettuale e le idee contano + dei fatti. O no?

  • Io ho conosciuto di persona proprio oggi il famoso artista è devo dire che è proprio un pazzone! Soprattutto perche è paesano^^
    Sei grande Piero ^^

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