Copia e reale contrastano nelle opere di Pio Tarantini che struttura la propria mostra attraverso la duplice rappresentazione di un dato reale e “surreale”: l’artista ripercorre infatti le tappe del proprio lavoro e lascia in sospeso la risposta a questo binomio.
I tempi di esposizione lunghi gli permettono di elaborare immagini che collocano i soggetti in uno spazio senza tempo, in un sogno che rappresenta l’aberrazione della realtà come prosecuzione del vissuto.
Questi studi sul mosso dai valori intensamente onirici nascono dalla creatività di Tarantini già nel capodanno del 1972 quando, all’interno di una fabbrica milanese occupata da operai,
Ripercorrendo le fasi della produzione di Tarantini sul mosso, si approda sino ai giorni nostri, con opere che dialogano con il fruitore attraverso sottili rimandi stimolo-risposta: poetiche rappresentazioni della realtà vista attraverso gli occhi dell’artista che la manipola.
La maturazione dell’artista e del suo progetto si evincono soprattutto da questi ultimi lavori votati al concettualismo e dal carattere pittorico: “ Un tentativo cominciato alla metà degli anni ottanta e non ancora concluso, con il quale tento di dare la mia piccola
Riflettere sull’autenticità della fotografia è il sommesso significato della mostra dell’artista pugliese: lo spettatore è invitato quindi a porsi degli interrogativi.
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Il sito di Pio Tarantini
Il sito della Galleria Officina Fotofrafica
monica sampietro
mostra visitata il 25 ottobre 2002
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