“Il consumo di acqua dolce si è sestuplicato tra il 1990 e il 1995. Circa un terzo della popolazione mondiale già vive in paesi considerati ad emergenza idrica. Se questo trend dovesse continuare, 2/3 della popolazione della terra vivrà in queste condizioni nel 2025.” Con queste drammatiche parole, il segretario delle Nazioni Unite Kofi Annan pone seriamente in campo il problema delle risorse idriche.
L’obiettivo principale della mostra è di renderci partecipi di una esigenza mondiale che troppo spesso non percepiamo, soprattutto perché non ci coinvolge direttamente. L’evento si colloca non a caso nell’anno internazionale dell’acqua, in occasione del
Da queste premesse parte il percorso che si snoda attraverso diverse stanze con un susseguirsi di fotografie e testi. I temi spaziano dai più drammatici come la mancanza o l’eccesso di precipitazioni a quelli più mistici dell’acqua pura o santa per giungere all’illustrazione dei suoi diversi usi. Accanto alle immagini fotografiche il percorso è accompagnato da una serie di pannelli, curati dal ricercatore del Cnr Mario Tozzi, che spiegano in modo chiaro ed accessibile a tutti aspetti meno conosciuti dell’elemento acqua, dalla sua formazione chimica fino alla spiegazione di fenomeni naturali ad essa connessi.
Purtroppo però troppo spesso l’allestimento non rende merito al lavoro di Goldwater: la collocazione troppo elevata di alcuni scatti, le luci non sempre ben
E proprio la scarsa valorizzazione delle fotografie, su cui al contrario ha puntato molto la campagna pubblicitaria della mostra, e il carente approfondimento sulle tematiche trattate fanno decisamente perdere valore a tutto l’evento, che invece affronta un interessante e quanto mai attuale tema di dibattito planetario.
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maria cristina collini
mostra visitata il 18 maggio 2003
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