Mik crea installazioni che includono elementi tridimensionali, oggetti e videoproiezioni che invitano l’osservatore ad una partecipazione diretta; a far parte di una situazione indefinita e sospesa. I due progetti includono silenziose immagini in movimento proiettate su supporti architettonici; un’integrazione fra elementi differenti che combinano lo spazio fittizio del setting filmico con quello reale. In tale operazione c’è un rimando, ma, allo stesso tempo, una netta differenziazione rispetto all’immagine cinematografica tradizionale.
Lo spazio principale è occupato da Flock, una proiezione su due schermi. Un eterogeneo gruppo di persone ed animali interagisce in un notturno
L’altro video, Park, è proiettato in un contesto architettonico ridotto ai minimi termini. Anche la vicenda è minimale; rappresenta un gruppo di ragazzi e cani, all’interno di un angusto spazio naturale. I personaggi sono liberi di agire secondo l’istinto del momento, senza alcun tipo di condizionamento esterno che non sia il luogo stesso o la presenza fisica degli altri. Alla raffinata qualità
Aernout Mik richiede una partecipazione fisica; una penetrazione nel nuovo spazio costruito, fatto di pareti curve e linee sinuose riferibili al design contemporaneo, frutto di una formazione aperta agli stimoli derivanti da scultura e architettura. Spazio, luce ed immagini in movimento determinano un sistema integrato dove lo spettatore è attratto pur rimanendo sostanzialmente estraneo all’evento che si sviluppa senza un preciso ordine narrativo . Non esiste un inizio, né una fine, manca una gerarchia temporale fra i microeventi che si susseguono indistintamente. La logica narrativa non è solo assente nella struttura generale, ma anche all’interno dei singoli personaggi che popolano la scena. Le azioni di uomini e animali sono prive di una qualsiasi funzione, se non la loro pura esistenza e performatività.
gyonata bonvicini
mostra visitata sabato 11 gennaio 2003.
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