La necessità di adattamento all’ambiente determina, in biologia, una serie di mutamenti di forma e struttura. Questo non accade solo nel mondo animale e vegetale: il principio del mutamento e del rinnovamento è alla base dell’arte stessa. La natura della pittura si misura proprio nella sua capacità di cambiare. E di cambiamenti se ne sono verificati molti nell’ultimo decennio!
La “pittura fredda” degli anni ‘90, basata sugli sviluppi delle possibilità della fotografia altamente definita, ha lasciato il posto a una pittura calda che riscopre le infinite possibilità della fantasia, della creazione e della libera visione. La libertà espressiva dell’artista torna dunque a prevalere sul tentativo di riprodurre il reale in forme riconoscibili ed evidentemente legate alla fotografia.
Non si tratta però di un rifiuto del mezzo fotografico, né di un suo
La collettiva presenta interessanti lavori che si muovono in questa direzione. Enzo Cannaviello, da sempre impegnato, con doti lungimiranti, nel dar spazio e visibilità ai giovani, propone undici artisti, di varia formazione e provenienza, in una mostra piuttosto eterogenea. Si passa infatti dai colori fluidi, quasi liquefatti e dalla forte violenza cromatica di Riccardo Baruzzi, alle ampie campiture bianche, che operano a favore di una perdita di tridimensionalità, di Elvio Chiricozzi; dagli effetti stranianti di immagini fotografiche, accostate ad altri segni tracciati liberamente dall’artista, di Alessandro Giordani alla pittura di Valentina Frigerio, che mescola materiali plastici e naturali,
Fabrizio Dori crea architetture insolite, esplorando tutte le possibilità dello spazio e del colore, mentre Gionata Gesi, mantiene la fotografia sotto uno strato di rosso scintillante che si impone come un segnale forte nell’ambiente circostante. Simone Tosca utilizza la fotografia digitale e la combina con un oggetto di falegnameria eseguito a mano; Casaluce-Geiger, infine, si concentra sull’aspetto materico del colore, prediligendo il tema tragico del fiore insanguinato.
sara cenci
mostra vista il 16 aprile 2003
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