In principio fu Eternmale, l’installazione ospitata lo scorso anno dalla stessa Galleria milanese Emi Fontana: in essa Monica Bonvicini ricostruiva un bachelor pad, ideale garçonniere dello scapolo, seguendo alla lettera le “perfette” indicazioni della rivista porno-soft americana Playboy, abile nel delineare il profilo del maschio anni ’60 e ’70.
All’interno di questo spazio, le poltrone di Willy Guhl, unico mobile prodotto in eternit, segnavano il territorio all’interno del quale lo scapolo tesseva le sue trame di potere.
Quelle stesse poltrone, e gli oggetti che le circondano, oggi sono state aggiornate dall’artista secondo i costumi degli uomini dei nostri anni, e costituiscono il nerbo di Bonded Eternmale, una nuova installazione che, partendo da quella del 2001, reinterpreta le relazioni tra ambiente e genere. Ora le poltrone vengono rivestite di pelle nera, ed assumono una nuova connotazione estetica (diventando, appunto, bonded), accompagnando il nuovo progetto artistico di Monica Bonvicini che campeggia sulle pareti della galleria.
Riflettendo sull’oggetto-calendario, elemento di vita quotidiana divenuto stereotipo di consumo sessuale interclassista, nelle sue diverse forme (da quello “artistico” e patinato a quello più becero e pornografico), l’artista ne ha prodotto uno tutto suo, che ha le stesse dimensioni, 50×60 cm, del mitico, e “collezionatissimo”, calendario Pirelli.
Il calendario Eternmale, tirato in mille esemplari ed in vendita a 34 Euro, non ha per protagonista donne bellissime o provocanti e succinte starlet: esso si compone piuttosto di 13 collage, che si propongono come una sorta di guida per il single-tipo dei giorni nostri.
Il visitatore può così tranquillamente sedersi sulle poltrone e guardare il calendario, apprendendo le regole fondamentali necessarie allo scapolo per affrontare la vita di questo inizio secolo: i consigli per l’arredamento della casa, per la gestione dei rapporti interpersonali, il galateo essenziale ed ironico del perfetto playboy. Che come insegnano le catene tinte di nero pendenti dal soffitto ed addossate ad una parete, o la pelle nera che riveste le poltrone, ha sviluppato gusti sessuali un po’ sadici, quasi sadomaso: ma resta pur sempre il padrone incontrastato della sua casa, dei suoi spazi, delle sue donne, o dei suoi uomini.
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