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fino al 6.VI.2004 | Milano la fabbrica del futuro – Il rinnovamento di una metropoli del Novecento | Milano, Spazio Oberdan

di - 6 Maggio 2004

La lunga sequenza d’apertura del film La Notte, diretto da Michelangelo Antonioni, mostra –a far da sfondo ai titoli di testa– l’immagine di una Milano anni Sessanta che si specchia nelle vetrate del grattacielo Pirelli, svettante guardiano della città in espansione. Erano gli anni in cui, dalle ceneri di un’epoca spenta con la guerra, la vita civile imprevedibilmente si risvegliava, mutando in breve tempo la vecchia città distrutta in una vivace metropoli contemporanea nella quale design e moda, architettura e industria vicendevolmente si alimentavano.
L’esposizione Milano la fabbrica del futuro, allestita allo Spazio Oberdan a conclusione del progetto “Specchio d’Europa”, racconta come in appena un ventennio –dal 1945 al 1965- la dolente umanità fotografata da Mario De Biase all’indomani dei bombardamenti abbia saputo con alacre prontezza rimettersi all’opera dando vita a uno dei periodi più esaltanti per Milano e per l’Italia: nasceva allora la televisione, muovendo con un’eleganza mai più ritrovata i suoi primi passi, esplodeva con forme ardite l’architettura e la musica leggera trovava nuovi impulsi grazie alla travolgente creatività di Gaber, Jannacci e Celentano. La mostra getta anche uno sguardo, forse un po’ troppo fugace, sulla pittura (con alcune opere di Fontana, Baj, Morlotti, Scanavino e altri) e sulla letteratura. Particolare attenzione, in compenso, viene riservata al cinema, con una rassegna di grandi film ambientati a Milano, alcuni dei quali consegnati ormai all’olimpo dei cult-movies: da Miracolo a Milano di Vittorio De Sica a Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti, dal già ricordato Antonioni al primo Salvatores.
Ed è proprio lo sguardo del cinema a rivelare, con felice intuizione, i conflitti umani e sociali attraverso i conflitti del paesaggio: ne La Notte la stanca relazione tra Jeanne Moreau e Marcello Mastroianni si estenua in un ardito intrico di linee urbane che sta per cancellare, inavvertitamente, l’antico aspetto della città, e il volo a cavallo di una scopa nel film di De Sica sintetizza in una sola immagine lo slancio poetico e creativo con cui il cinema italiano superava il neorealismo e l’Italia usciva dalla dolorosa crisi postbellica.
Con numerose manifestazioni in questi ultimi tempi Milano ricorda il suo boom, la sua vitalità, le sue scoperte e le sue avanguardie. Viene da chiedersi, a rimestare le passate glorie, quanto sopravviva oggi di quella meravigliosa attitudine, all’indomani di un lungo, oscuro periodo della storia milanese, e all’alba di un futuro troppo incerto. Alcuni segnali, tuttavia (i grandi progetti per l’area della Fiera, la rinascita del palazzo Pirelli, il restauro della Scala, i progetti per l’area Garibaldi, la nuova fiera di Rho-Pero…) lasciano intuire che Milano, nonostante tutto, rimane un faro acceso in questi tempi bui. E per rendersene conto è sufficiente osservare, ancora una volta, il paesaggio urbano, miracolosamente scampato al clamoroso scempio urbanistico che in meno di quarant’anni ha stravolto l’aspetto di tante città italiane.
Il magnifico avamposto di conquista degli anni sessanta e settanta, insomma, si può definire, oggi, un tenace avamposto di resistenza. E non è poco.

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mostra visitata il 2 aprile 2004


Milano la fabbrica del futuro – Il rinnovamento di una metropoli del Novecento
Milano, Spazio Oberdan, Viale Vittorio Veneto 2 (Porta Venezia). Fino al 6 giugno 2004
Orario di visita: da martedì a domenica 10.00 – 19.30 (lunedì chiuso);
martedì e giovedì 10.00 – 22.00; la biglietteria chiude mezz’ora prima.
Ingresso: intero 6,20 Euro; ridotto 4,10 Euro; gruppi scolastici 2,50 Euro.
Per informazioni: tel. 02 77406300 – 02 77406302.
Prenotazioni visite guidate: Aster, tel. 02 201480.
A cura di Maurizio Punzo in collaborazione con Giuseppe Longoni, Maria Canella, Edoardo Esposito, Irene Piazzoni, Daniela Sarasella, Edoardo Bressan e Sergio Giuntini.


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