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Fino al 7.IV.2002 | Ivan Barlafante – Per quanto sta in te | Monza (mi), Teatro Manzoni

di - 8 Febbraio 2002

Sono mesi di vivaci cambiamenti e novità nel mondo del teatro in Italia. E se La Scala è sulla bocca di tutti con i suoi traslochi momentanei (dal centro di Milano al teatro degli Arcimboldi alla Bicocca), non è meno attiva la vita culturale del Teatro Manzoni di Monza il cui foyer si appresta ad animarsi con una nuova installazione.
L’insolito SpazioArte del teatro brianzolo sta diventando sempre più un punto di riferimento in una città dove, a dispetto dei 130mila abitanti, di fatto non esistono istituzioni impegnate nell’arte contemporanea, e le poche gallerie private trattano autori di inizio Novecento. Giorgio Viganò, da 20 anni esperto di arte come collezionista e giornalista, si è impegnato in prima persona nella realizzazione di un centro d’arte all’interno del teatro cittadino, investendo capitali ed energie. Dal 2000 ha portato a Monza un lunga sequela di artisti tra i migliori del panorama nazionale (Massimo Kaufmann – Loris Cecchini – Luca Vitone – Silvio Wolf – Pino Pinelli – Nada Cingolani – Clara Bonfiglio – Maurizio Arcangeli – Alex Pinna – Stefano Calligaro – Alessandra Galbiati – Gilberto Zorio – Alicia Erba – Umberto Cavenago – Hidetoschi Nagasawa – Gruppo Eya – Pier Luigi Calignano – Valeria Agostinelli) offrendogli l’opportunità di intervenire in uno spazio innovativo, stimolante, molto frequentato, soprattutto da un pubblico, come si suol dire, di target elevato e colto. Il pubblico degli eventi a Teatro Manzoni, mai meno di 8-10mila visitatori a mostra, comprende anche molte scolaresche che, con la scusa della classica gita a teatro, hanno l’opportunità di essere introdotte ai linguaggi dell’arte contemporanea.
L’inaugurazione di questo finesettimana vedrà come protagonista lo scultore Ivan Barlafante, classe 1967 nato in Abruzzo ma residente a Roma, interprete di una produzione visiva priva di luoghi comuni e condizionamenti, smaliziata. La mostra, curata dal critico Andrea Bellini, proporrà una nuova interpretazione di uno dei segni più riconoscibili del lavoro dell’artista: il periscopio. Già presente in altre installazioni di Barlafante (nella foto quella di Sermoneta, Latina, dove la scorsa estate installò un periscopio in una cripta, giusto di fronte ad un cristo), questo elemento totemico, fallico, quasi sacrale, riporta alle forme analizzate da artisti come Brancusi o De Dominicis. Da domenica i periscopi di Barlafante saranno puntati sulle dinamiche sociali di un foyer teatrale, chi ci sarà dall’altra parte a spiare?

Massimiliano Tonelli


‘Ivan Barlafante – Per quanto sta in te’,
TEATRO MANZONI, via manzoni 23, 9_19, ingresso libero, a cura di andrea bellini, chiuso il lunedi, 348/7153903. Fino al 7 aprile.


[exibart]

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