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fino al 7.V. 2004 | Verso l’azzurro – Luiso Sturla | Milano, Agorarte

di - 13 Aprile 2004

“Verso l’azzurro” tocca gli universi cromatici di Luiso Sturla, concentrandosi poi su tre poli fortemente evocativi: il rosso intenso, ricordo di incendi violenti, attraverso il quale Sturla recupera la materia e con essa la sua giovanile adesione al MAC (Movimento Arte Concreta); l’azzurro diafano, nostalgico, solitario, espressione malinconica di un mondo interiore, impresso sulla tela nelle infinite sfumature del cielo; il verde, limaccioso e placido, lo stesso dell’Entella, fiume amico che scorre nei ricordi dei suoi anni passati.
La difficile sintesi fra materia e pura astrazione si incontra poi in alcuni titoli delle sue pitture dove l’elemento oggettivo (lo stesso che ritroviamo nei versi di Sbarbaro o Montale) si scontra dolcemente con la poesia dell’impalpabile: insetto e pensiero nel viola, frammenti e pensieri agresti, muro in Liguria – presenza con luna, ossidi e stelle…
Molti dipinti, principalmente olii su tela, sono affollati da figure sfumate, lontane, sagome incontrate in vite passate, ricordi e ombre di un mondo amato, ormai trascorso (“Ma è possibile lo sai amare un’ombra, ombre noi stessi”). Apparizioni improvvise rischiarano atmosfere buie, dove il peso del presente sembra interminabile. Immagini amiche come ali di libellula, fiori sbocciati, lettere solo abbozzate rompono l’incanto di una dimensione totalmente astratta, senza tempo, sospesa nello spazio dell’inconscio.
“Verso l’azzurro” è forse l’espressione di un cammino che porta Sturla a liberarsi progressivamente del peso della materia, per abbracciare la leggerezza della forma. La sua pittura regala cieli stellati (cielo per Evandra, l’alfabeto del cielo), sfiorati da lettere sospese che tendono a rendere intelligibile una realtà metafisica. Accenni mitologici (la caduta di Icaro – verso Samos) comunicano al suo procedere una valenza sempre più astratta e assoluta.
La personale, curata da Elisabetta Longari, inaugura il nuovo spazio espositivo di Agorarte. La galleria, collocata nel cuore di Brera, è sostenuta da un’importante realtà industriale quale il Gruppo Camuzzi e vuole essere punto di riferimento per un pubblico di collezionisti e appassionati.

giovanna canzi
mostra vista il 18 marzo


Agorarte: via del Carmine 11, Milano
Tel. 02-86917441 (info)
orario: dal lun. al ven. dalle h. 15.00 alle h. 19.00; ingresso libero
info@agorarte.com
www.agorarte.com


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