“Verso l’azzurro” tocca gli universi cromatici di Luiso Sturla, concentrandosi poi su tre poli fortemente evocativi: il rosso intenso, ricordo di incendi violenti, attraverso il quale Sturla recupera la materia e con essa la sua giovanile adesione al MAC (Movimento Arte Concreta); l’azzurro diafano, nostalgico, solitario, espressione malinconica di un mondo interiore, impresso sulla tela nelle infinite sfumature del cielo; il verde, limaccioso e placido, lo stesso dell’Entella, fiume amico che scorre nei ricordi dei suoi anni passati.
La difficile sintesi fra materia e pura astrazione si incontra poi in alcuni titoli delle sue pitture dove l’elemento oggettivo (lo stesso che ritroviamo nei versi di Sbarbaro o Montale) si scontra dolcemente con la poesia dell’impalpabile: insetto e pensiero nel viola, frammenti e pensieri agresti, muro in Liguria – presenza con luna, ossidi e stelle…
Molti dipinti, principalmente olii su tela, sono affollati da figure sfumate, lontane,
“Verso l’azzurro” è forse l’espressione di un cammino che porta Sturla a liberarsi progressivamente del peso della materia, per abbracciare la leggerezza della forma. La sua pittura regala cieli stellati (cielo per Evandra, l’alfabeto del cielo), sfiorati da lettere sospese che tendono a rendere intelligibile una realtà metafisica. Accenni mitologici (la caduta di Icaro – verso Samos) comunicano al suo procedere una valenza sempre più astratta e assoluta.
La personale, curata da Elisabetta Longari, inaugura il nuovo spazio espositivo di Agorarte. La galleria, collocata nel cuore di Brera, è sostenuta da un’importante realtà industriale quale il Gruppo Camuzzi e vuole essere punto di riferimento per un pubblico di collezionisti e appassionati.
giovanna canzi
mostra vista il 18 marzo
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