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fino all’1.III.2003 | Mauro Ceolin – RGBproject.01 | Brescia, FabioParisArtGallery

di - 9 Gennaio 2003

Sei arrivato alla Rete partendo dalla pittura ad acrilico. Che cos’hanno in comune i tuoi lavori su tela e quelli digitali, l’acrilico e la grafica vettoriale?
Lo stesso soggetto può navigare da una tecnica all’altra, ma gli elementi che il mio lavoro focalizza sono i soggetti della contemporaneità. Dallo start-up di RGBproject la pittura parte, invece, dalla piattaforma tecnologica e poi attraversa altri media.

Il tuo lavoro è legato a doppio filo alla rete: Internet è la fonte delle tue immagini, ma anche il luogo in cui esse vengono riproposte una volta rielaborate. Eppure, tu lavori essenzialmente sull’immagine, e a volte riproponi le tue opere nello spazio reale nella forma di stampa digitale. In che senso allora può essere considerato ancora ‘net art’?
La net-art è un contenitore che serve al presente per storicizzare il passato. Il mio modo di operare con le attuali tecnologie può essere inserito in un contesto tardo-informatico dove la novità della rete o del computer sono
metabolizzate dalla quotidianità. Cosa ne dici di una pittura post-digitale?

La grafica vettoriale costituisce, rispetto alla pittura, uno strumento dalle potenzialità ancora piuttosto limitate, eppure pare adattarsi perfettamente alle tue esigenze espressive. E’ giusto ritenere che la semplicità imposta dalla penna grafica e da flash va incontro alla tua esigenza di semplicità ‘iconica’?
Sono d’accordo che disegnare con un programma per animazione digitale ha portato il lavoro ad una sintesi di segno, ma ritengo che le tecniche vettoriali offrano alla pittura molte possibilità post-disegno.
Esempio: da un file vettoriale di un disegno lavorato all’interno di un monitor da 17 pollici, è possibile stamparlo a N misura mantenendo la stessa qualità di segno e di campitura. E cosa ne pensi di poter vendere il file, cosicché il possibile acquirente sia in grado di produrre a suo piacere e dimensione e tecnica il soggetto da lui acquistato?

L’opera digitale sembra perdere la sua unicità. Diventa riproducibile in varie forme senza perdite di qualità. Tu parli di vendere il file, ma una concezione come la tua sembra piuttosto mettere in discussione i fondamenti stessi del mercato dell’arte…
L’opera non perde la sua unicità, questa risiede nel file generato per realizzare il disegno e nella sua riproduzione manuale su tela come nell’esempio alla galleria di Fabio Paris. Sono due momenti distinti e originali che convivono. Le stampe fotografiche vengono prodotte in edizione di 3 e firmate. Qualsiasi persona può chiaramente stamparsi un file o inserire nel proprio screen-saver un mio disegno e ciò contribuisce alla divulgazione dell’opera. Nella vendita del file si propone l’acquisto del “luogo” dove il lavoro si è realizzato, il file come il sito. Questo non mette in discussione i fondamenti del mercato, li amplia.

Loghi, personaggi di videogame e immagini dai media. Pensare alla pop art è quasi scontato. Ritieni corretto questo riferimento, e in cosa credi che il tuo lavoro si differenzi dall’arte pop?
La pop art ha voluto osservare/rappresentare una dimensione dell’uomo nelle sue dinamiche, le mie scelte aderiscono a questo. Un momento, una determinata entità, producono relazione, respiro.

Nel tuo utilizzo dei loghi e dei paesaggi delle corporation, il tuo lavoro sembrerebbe rivelare un legame con l’ambito dell’attivismo artistico in Rete. Con la differenza che il messaggio che tu lanci non parte da un’azione eclatante, ma da un’immagine, un gioco, un’animazione… Intendi recuperare il valore dell’immagine come strumento di lotta?
No, non credo all’attivismo artistico, penso che la politica sia un momento molto importante per una comunità e attualmente le forme di lotta collettive ammassano un grado di inconsapevolezza mista a superficialismo. L’arte forse, è meglio che si astenga ad aggiungere del “noise”. RGBtetris ed in futuro RGBatari sono sempre rappresentazioni, che in questo caso utilizzano dei videogame manipolati. RGBtetris accumula e neutralizza brands, sostituendo i mattoncini di tetris con i logo più conosciuti RGBatari utilizza la forma del più classico break-wall per descrivere l’attuale superamento da parte dell’industria dei videogiochi rispetto a quella cinematografica americana.

Alla mostra da Paris esporrai anche alcuni pezzi dalla tua ultima serie. Facing.Reality.Game.People.02è una galleria di ritratti dei designer che hanno fatto la storia dei computer games. Puoi parlarci di questo lavoro?
Facing Reality apre un’altra diramazione nel progetto RGB e intende cogliere attraverso il tema del ritratto alcuni aspetti della realtà contemporanea. Game people è il primo step, una sintesi storica di un nuovo, oggi, consolidato mondo: quello dei videogiochi.

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RGBProject, il sito di Mauro Ceolin
Sito della Galleria Fabio Paris

domenico quaranta


“Mauro Ceolin RGB project”
Fabio Paris Art Gallery, Brscia, via alessandro monti 13, orario 15/19 festivi su appuntamento, www.fabioparisartgallery.com, dal 10 gennaio all’1 marzo, inaugurazione ore 18


[exibart]

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