Avere i più sofisticati aerei e navi velocissime a poco servirebbe. Anche l’uomo bionico corre veloce, ma non abbastanza. La sola soluzione è che l’uomo si digitalizzi se proprio vuole coprire le distanze, coprire il territorio diventato smisurabile. Sono più utili due pixel che due gambe.
L’atleta in marmo della tradizione classica si è dovuto trasformare in un’icona da videogame, in un grappolo di pixel da grafica di prima generazione, si è digitalizzato per fare fronte ai tempi che cambiano.
Michele Chiossi presenta due sculture in marmo bianco, due uomini che si sono adeguati, rassegnati a dover diventare immateriali per entrare nel grande simulatore di realtà che è oggi l’economia. Nell’economia contemporanea non è necessario infatti viaggiare, parlare al telefono o uscire di casa, il prodotto non deve essere costruito per essere venduto, basta apporvi un marchio, anche invisibile, perché il prezzo si decuplichi.
Anche le figure dinamiche di Umberto Boccioni mangerebbero la polvere della nostra contemporaneità se venissero messe in pista oggi.
I “tempi che corrono” non hanno mai marciato così velocemente, l'”acqua sotto ai ponti ” non hai scorre in maniera rapidissima: non ci lasciano il tempo di elaborare le informazioni. Non sappiamo nulla di quello che ci cambia intorno, riusciamo a malapena a farci poche superficiali idee di come mutano le cose quotidianamente.
Il W.T.O. (Organizzazione per il commercio mondiale) è un’istituzione sconfinata e per questo incontrollabile, W.T.O. è anche il titolo dell’animazione digitale proiettata su di una parete della galleria Zonca&Zonca: pixel in continua trasformazione disegnano le mappe cangianti dei nuovi territori. Perché dobbiamo farci l’occhio, abituarci a non avere più il terreno sotto i piedi, durante la corsa.
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laura carcano
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