Endre Friedmann fu il primo dei nomi da lui adottati; successivamente divenne Bandi, poi André, e nel ’36, insieme alla moglie, la fotografa/manager Gerda Pohorylle-Taro, quello di un noto e prestigioso fotografo americano, Robert Capa.
Gerda presentava le sue foto affermando che erano scatti del famoso Capa e, dando l’impressione di fare loro un gran favore offrendo opere di quel genio misterioso, i redattori, assai colpiti, le acquistavano e le pubblicavano: fu un successo. Vita e carriera incrociano fatti drammatici, le guerre, le fughe dalle persecuzioni. Significante l’adozione ricevuta da André Kertész e dalla moglie Elisabeth, a Parigi, nel ‘34. Capa cominciò allora ad utilizzare la Leica 35mm, strumento innovativo per le piccole dimensioni, abbracciando così la rivoluzione estetica della reazione spontanea, il momento decisivo, secondo Cartier-Bresson. L’esposizione come la carriera prendono il via nel ’32: Capa fu infatti inviato a Copenaghen per fotografare il rivoluzionario russo in esilio Lev Trotskij.
Seguirono un centinaio di fotogrammi, per lo più in b/n, bicromie: la campagna di Spagna, il D-Day, il fronte italiano, la nascita di Israele, le amicizie (I. Bergman, P. Picasso, E. Hemingway, Matisse, Faulkner, J. Huston, G. Kelly, A. Buchwald, J. Steinbeck), i ritratti. Era solito dire: per fare buoni ritratti bisogna amare la gente e farglielo capire. Occhi testimoni, viaggianti, Robert e Gerda, operano quasi sempre insieme negli anni dell’insurrezione Franchista. Durante il loro primo viaggio fotografano i combattimenti in Andalusia. Qui Capa scatta la foto del miliziano repubblicano mentre cade. Immagine assai discussa, una querelle basata sul fatto che il soggetto fosse in posa. Oggi, anche grazie al contributo dello studioso Richard Whelan, sappiamo luogo preciso dello scatto, tempo, circostanze, identità: si trattava di Federico Borrel García. Nel luglio ’37 Gerda Taro fotografa la battaglia di Brunete, Madrid ovest, e durante una caotica ritirata è travolta da un carro armato dei lealisti. I comunisti francesi salutano l’eroina, sepolta al Père Lachaise di
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un solo giorno ancora per non perdere l'occasione di ammirare attraverso gli occhi di un maestro della fotografia,immagini toccanti di una vita intensamente vissuta.
...guerra e pace, armonia e disperazione,leggerezza e profondità, bianco e nero.