L’isola del tesoro, il castello di Elsinor, i boschi fatati delle fiabe: microcosmi letterari che rappresentano in modo primario e assoluto il mondo, con le sue insidie e meraviglie inspiegabili. L’artista olandese Johan Peter Hol, invece, ci dà la sua rappresentazione del mondo racchiudendolo tutto in un armadio: ci sembra una specie di soffitta, l’universo da lui creato, pieno di scoiattoli pelosi che si arrampicano su scale faticose, di macchine per cucire alle prese con stravaganti ricami, di lampade che emanano luce fioca e che sono vestite di fiori. Il mondo così come lo vede lui è una camera per i giochi, dimenticata da Dio: “Questa mostra non è il mio libro della verità, o per meglio dire, della luce. Quello che io rappresento è la vita. Ma come il Creatore forgiò il suo diabolico mondo in sei giorni, io penso che a un certo punto, già a metà della settimana, egli abbia perso il suo interesse in esso, trasferendosi in altri universi. E io ho paura che lui si sia completamente dimenticato di noi e di questo splendente armadio, questa camera dei giochi, da lui creata”. Molto naturalistica e allo stesso tempo metafisica, la mostra di Hole si articola in tre ambienti ed è
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margherita paz
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Si e' dimenticato di LUCIFERO....speriamo che la confusione psichiatrica di fine millennio abbia presto fine.PARDON