Il ferro è il materiale prediletto da Simon Benetton, che fin da giovanissimo ha appreso l’arte della forgiatura nella fucina del padre Toni, anch’egli scultore.
Quest’elemento rappresenta per l’artista il dominio dell’uomo sulla natura. La durezza del materiale e la fatica necessaria per lavorarlo suggeriscono, ogni volta, la metafora della lotta tra l’uomo e l’ambiente: ” Dalla terra e dall’acqua, dall’aria e dal fuoco si trae il ferro, elemento che segna, in materia più caratterizzata, il dominio dell’uomo sulla natura, in un “conflitto” tuttavia in atto che ha il merito di stimolare alla riflessione. Ogni opera nasce da una piastra di ferro che per me rappresenta “l’agglomerato umano”; là dentro c’è tutto, dare-fare-sbagliare-rifare, in altre parole, volontà di vivere; questo è il movente primario della mia scultura perché credo alla vita “.
Benetton interviene sulle lastre con tagli, piegature, torsioni: il ferro si apre, lascia filtrare luce e spazio, entra in rapporto dialettico con l’ambiente circostante. La forma nasce da un processo di dematerializzazione, che annulla la concezione tradizionale della statuaria: i tagli operati sulla lastra e le piegature creano forme modulari che permettono all’aria e alla luce di entrare a far parte dell’opera, facendola vibrare e interagire con lo spazio.
Lo scultore privilegia le grandi dimensioni e la destinazione pubblica: la scultura è una forma d’arte in grado di rapportarsi e commisurarsi all’architettura e allo spazio urbano e, pertanto, aspira a porsi come mezzo espressivo, veicolo di messaggi simbolici ed estetici per tutti, rispondendo ad una concezione democratica e non elitaria dell’arte.
Ricordiamo, tra i numerosi interventi realizzati in ambienti urbani, la statua di S. Michele, posta sulla sommità del campanile della Chiesa di Quarto d’Altino presso Treviso, e ancora, Icaro, per il Parco del Teatro dell’Opera di Bonn.
Benetton, noto in Italia e all’estero, ha insegnato scultura all’Accademia di Belle Arti di Macerata e tuttora collabora con diverse scuole statali nella preparazione di programmi didattici, inerenti allo sviluppo della creatività e promuove progetti per il sostegno di giovani artisti.
Rossella Moratto
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