La prima significativa personale di Ennio Finzi (Venezia, 1931), a Milano, risale al 1958 (Galleria Apollinaire). Oggi, alcuni quadri del pittore veneziano, fra cui le serie “Architettura del colore”, “Scale cromatiche” e “Verso del colore”, sono esposti alla Showroom Telemarket di Corso di Porta Romana. Nelle circa quaranta tele in mostra, si coglie l’unione tra arte e scienza, caratteristica presente in tutta la produzione pittorica dell’artista.
Nel 1994, in occasione dell’Arte Fiera di Bologna, Ernesto Luciano Francalanci definiva, con queste parole, la ricerca di Ennio Finzi: “[…] far apparire sulla tela lo scontro irresolubile tra il colore e la luce, sullo sfondo gravitazionale del nero. Nero baratro verso cui tutto sprofonda, ma in questo precipitare verso il fondo, verso il fondamento, la pittura, prendendo sempre maggiore coscienza della propria potenza, in questo precipitare nel buio, la pittura si illumina. […]”.
Solo negli anni Ottanta, esaurite le possibilità pittoriche legate alla rappresentazione della luce, l’artista dipinge i famosi “Neri”, si dedica al buio assoluto, che assume forme appena percettibili, ma magmatiche e confuse. Segna questo periodo l’importante partecipazione alla XLII Biennale di Venezia (1986), dedicata ad “Arte e Scienza”. Saranno gli anni Novanta a riportare il colore nelle opere del Maestro veneziano e, proprio di questo periodo, sono la maggior parte dei quadri esposti a Milano.
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