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Fino al 03.IV.2015 | William E. Jones/Yael Bartana | Galleria Raffaella Cortese, Milano

di - 29 Marzo 2015
Interruzione. Silenzio. Cancellatura. Assenza. Sta tutto lì, in quei vuoti di immagine il senso agghiacciante del controllo psichico della personalità e dell’alterazione dei dati, finalizzate a produrre surrogati del vero per individui manipolabili. Ed è isolando quei silenzi nella memoria violata di soggetti fragili e replicando quelle cancellature di verità troppo scomode che William E. Jones (1962, USA) rende la propria denuncia ancora più radicale ed efficace. Il video inedito (proiettato nello spazio di via Stradella 7), Psychic Driving,è, infatti, interamente basato su un reportage televisivo derivato da una registrazione VHS degli archivi nazionali degli Stati Uniti, poi modificata per focalizzarsi sul caso di Val Orlikov. Nella sconcertante testimonianza della donna, le cui parole sfumano di continuo nel silenzio, emerge l’effetto annichilente sul soggetto degli esperimenti di controllo mentale finanziati dalla CIA negli anni ’60 e ’70, utilizzando come cavie i pazienti inconsapevoli delle cliniche psichiatriche. Ma, proprio quei silenzi decontestualizzati dall’arte divengono la più assordante condanna degli abusi di potere, di allora e di oggi. Anche l’altra opera presente in mostra (visitabile fino al 14 aprile) è un’istallazione realizzata con materiale desecretato della CIA, richiesto e ottenuto ai sensi del Freedom of Information Act, ma anche in questo caso sono le cancellature, i vuoti di informazione replicati fino a tappezzare le pareti a colmare la verità occultata nelle grottesca censura governativa, qui messa alla gogna.

Tutt’altro viaggio dell’Io nei lavori di Yael Bartana (1970, Israele) esposti negli spazi di via Stradella 1 e 4 (finissage 3 aprile). Infatti, il video Pardes (Orchard), insieme a una serie di scatti fotografici, documenta il viaggio dell’amico artista Michael nel cuore dell’Amazzonia alla ricerca di una comprensione più profonda del Sé e dell’universo. Sotto la guida della Sciamana brasiliana Francisquinha, Michael si sottopone al rituale dell’Ayahuasca, dove l’assunzione di un intruglio psicotropo promette illuminanti rinascite a pagamento, di cui gli interessanti disegni esposti sarebbero la trasfigurazione postuma. Insomma, anche qui si può cogliere una critica, conforme alla ricerca artistica di Bartana, nei confronti dell’appropriazione occidentale indebita di pratiche spirituali troppo distanti per essere comprese, trasformando così quella che doveva essere un’esperienza di auto rivelazione del soggetto in un viaggio allucinogeno per turisti saturi in cerca di un brivido esotico.
Martina Piumatti
mostra visitata il 28 febbraio
Dal 19 febbraio al 3aprile 2015
William E. Jones/Yael Bartana Galleria Raffaella Cortese
Via Stradella 1, 4, 7-20129 Milano
Orari: da martedì a sabato ore 10.00-13.00 e 15.00-19.30

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