Gli adulti sono lontani dal mondo delle favole o forse ci sono poche favole per loro. Ma la voglia di sognare è sempre presente, uscire dalla routine, scappare in un paese lontano, il pensiero di un amore sensuale e travolgente, o più semplicemente voglia di serenità .
E Gentili, con le sue immagini, invita l’osservatore a sognare, a creare (aiutato dalle foto) un proprio percorso immaginario, a vivere storie e racconti troppo spesso distanti, se non impossibili, nella realtà di tutti i giorni.
Le favole di Moreno sono richiami di raffinato erotismo e desiderio di libertà , che forse rappresentano la maggioranza dei sogni adulti. Come in “Prima del dopo”, trittico che da solo narra un amore (forse mercenario) anteponendo grazia a grettezza; o ancora “Via di qui” , altro trittico vero concentrato di desideri dove la moto, un bacio e un viale sotteso fra gli alberi evocano sogni di libertà e d’amore.
Le sue sono immagini non costruite, ma nate casualmente nel tempo, nel quotidiano errare di un fotografo che non smette mai di guardare attraverso il proprio obiettivo, perché il suo non è solo un lavoro, ma, come per tutti gli artisti, una passione.
Solo le immagini (tutte in B/N tranne quella d’apertura) mi sono sembrate un po’ “piccole”, scelta probabilmente vincolata dalla dimensione dello spazio espositivo, ma forse anche per volontà …. visto che per afferrarne anche i più piccoli (ma significativi) dettagli, l’osservatore è obbligato ad avvicinarsi all’immagine fino ad “immergersi” dentro.
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