Categorie: milano

fino al 10.I.2009 | André Butzer / Matthew Brannon | Milano, Giò Marconi

di - 23 Dicembre 2008
Quella di André Butzer (Stoccarda, 1973; vive a Berlino) è una pittura densa e aggressiva, fatta di forme lineari e corpi informi, in cui astrazione e figurazione si rivelano intercambiabili. Guardando gli ultimi lavori di Brannon, si scorgono i rimandi con disegni recenti, in cui ai suoi Friedens Siemens, personaggi seriali dai volti deformi – versioni fumettistiche del celebre urlo di Munch, presenti in due delle opere in mostra – si accompagnavano gli stessi segni protagonisti delle opere astratte presentate ora in galleria.
Si tratta di tele di grandi dimensioni in cui segmenti e figure geometriche colorati si ripetono su sfondi per lo più monocromi. I loro intrecci sembrano costruire reticolati che imbrigliano il caos delle pennellate di grigio sullo sfondo, nervose e accese, attraverso segni più definiti. Due delle ultime opere, Senza titolo come le altre, lasciano il monocromo per approdare a un tripudio di colore, le cui stratificazioni grondano di cromatismi e materia densa, variamente coagulata sulla tela, dando un forte dinamismo. Che appare comunque malato, tetro e minaccioso, come un carnevale sanguinario.

Quella di Butzer è un’estetica cruda e sgraziata, fatta di colori saturi e intensità aggressive, che ricorda Espressionismo e Art Brut. Come un rituale ossessivo, che sposa la rapidità di esecuzione a motivi ripetuti serialmente, in reiterate approssimazioni di una stessa idea.
Al piano superiore, la materia cede il passo alla forma e l’atmosfera si fa più rarefatta. La prima personale italiana di Matthew Brannon (St. Maries, 1971; vive a New York) s’ispira alle atmosfere di un dietro le quinte. La parte nascosta di uno spettacolo è suggerita da due opere “rovesciate”, un wall painting in acrilico nero che ricorda il retro di un quadro e un’installazione su muro che dà l’impressione di un backstage dal quale non si può uscire.
Questa sensazione di inaccessibilità è ribadita nei suoi lavori che combinano grafica, pittura e scrittura, il vero centro della mostra. Le stampe dell’artista dell’Idaho isolano le silhouette di oggetti quotidiani, dalle forme stilizzate e appiattite, ravvivate attraverso una ricercata palette di colori. Le accompagnano didascalie che, anziché chiarirne il significato, lo complicano ulteriormente, dandogli una profondità psicologica inattesa, che contrasta con la loro apparente banalità. Con piccoli racconti, frammenti di dialoghi o brevi frasi, che parlano di eccessi e abusi, ambizione e fallimento, sesso, strutture di potere e rapporti in crisi. Talvolta anche il titolo sovrappone un ulteriore piano interpretativo.
Brannon gioca con testi e immagini, destabilizzando la percezione dello spettatore. Facendo scivolare il piano estetico su quello di una narrazione imprevista e incompleta, immagine e parola entrano in cortocircuito e lasciano lo spettatore nell’imbarazzo di decifrare collegamenti oscuri e ricostruire contesti del tutto sconosciuti.

articoli correlati
La vita su Nasaheim

stefano mazzoni
mostra visitata l’11 dicembre 2008


dal 12 novembre 2008 al 10 gennaio 2009
André Butzer
Matthew Brannon – Grandmothers
Galleria Giò Marconi
Via Tadino, 15 (zona piazza Lima) – 20124 Milano
Orario: da martedì a sabato ore 10.30-12.30 e 15.30-19
Ingresso libero
Info: tel./fax +39 0229404373; info@giomarconi.com; www.giomarconi.com

[exibart]

Articoli recenti

  • Cinema

Alberto Barbera riconfermato alla Mostra del Cinema di Venezia fino al 2028

Il CdA della Biennale di Venezia ha confermato Alberto Barbera come direttore artistico della Mostra del Cinema per il biennio…

3 Marzo 2026 14:18
  • Attualità

Escalation nel Golfo: negli Emirati sono state sospese le attività di musei e gallerie

Lo scenario della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran si allarga agli altri Paesi del Golfo, portando alla chiusura…

3 Marzo 2026 12:10
  • Progetti e iniziative

La Reggia di Venaria festeggia i suoi ciliegi in fiore con performance, musica elettronica e arte

Nei Giardini della Reggia di Venaria tornano i ciliegi in fiore: è il tempo dell’hanami, con un programma di aperture…

3 Marzo 2026 11:38
  • Progetti e iniziative

Paralimpiadi: sulla funivia del Lagazuoi brillano le stelle braille di Fulvio Morella

Durante le Paralimpiadi invernali, la funivia del Lagazuoi diventa opera d’arte, grazie al Braille Stellato di Fulvio Morella: un’esperienza artistica…

3 Marzo 2026 10:30
  • Progetti e iniziative

Lo studio di Park a Milano diventa club e listening room, con i dj set di Le Cannibale

Dal 20 al 24 aprile 2026, in occasione della Milano Design Week, il collettivo Park presenta un’installazione site-specific che trasforma…

3 Marzo 2026 9:30
  • Mostre

Anni Ottanta: istruzioni per l’uso. Alla Galleria Civica di Trento

Fino al 28 giugno, ‘Hit List 80’ trasforma il Trentino in un osservatorio critico su un decennio di euforia e…

3 Marzo 2026 0:02