Categorie: milano

Fino al 10.I.2014 | Jason Martin – Painting as Sculpture | Lisson Gallery – Milano

di - 10 Dicembre 2013
Brillano sei bassorilievi dalle superfici levigate e specchianti di Jason Martin, opere-gioiello   esposti come lingotti d’oro al piano terra dell’algida galleria milanese, dove si trovano artisti britannici, inclusi i sei vincitori del Turner Prize e molti altri che hanno ricevuto il Leone d’Argento alla Biennale di Venezia, noti al mercato internazionale. I bassorilievi con nichel e rame, realizzati in occasione della  prima personale milanese dell’artista e sesta collaborazione con la Lisson Gallery, seducono per l’impeto del gesto. Qui appare trattenuto, d’effetto congelato, come si evince nei magmatici segni e dalle pennellate incisive impresse nell’opera, pensata come un dipinto e tridimensionale come una scultura.
Jason Martin, nato sull’isola di Jersey nel 1970, vive tra Londra e il Portogallo, nelle opere recenti  ha materializzato l’ambiguità tra scultura e pittura, figurazione e astrazione, evidenziando contrasti tra parti concave e convesse, rilievi a superfici piane con striature ritmiche adamantine e traslucide, che valorizzano il suo gesto pittorico. Per esempio  nella pittura.-scultura Nichel, venature sensuali di forte attrazione tattile catturano la luce ed evocano la morbidezza del velluto di seta, contorsioni in bilico tra barocco e neoclassicismo. Martin tiene mostre dai primi anni’90, è conosciuto per monocromi di pittura ad olio e acrilici, grattando, pettinando, rastrellando, spazzolando via il colore della superficie di tele e pennelli di alluminio, con la caratteristica di una colatura dai bordi: un’imperfezione che rompe la rigidità e dinamizza la compattezza delle opere. Al piano inferiore della galleria, non esposte al pubblico e visibili solo se interessati, si trovano due monocromi neri striati di viola, ipnotizzanti e un dipinto color azzurro-blu (dei Puffi), dalle morbidezze sensuali, opere polimateriche e in vetroresina, traslucide e irresistibili. Martin dà il meglio delle sue potenzialità di sperimentatore dei materiali, dal gesto oleoso ma congelato, nella nuova scultura astratta e nodosa Anathema (2013), simile a un enorme baccello alieno o a una meteorite issata su un piedistallo di marmo, situata nel verdeggiante giardino interno della galleria, dove questa ermetica radice post-organica, dalla pelle “accartocciata” che sembra fatta di carta d’alluminio, dialoga con la natura circostante.
La  scultura composta in acciaio lucidato con la tecnica dell’elettrolucidatura, include pezzi di corteccia di sughero vergine che l’artista ha trovato nei dintorni del suo studio in Portogallo: è un omaggio alla manualità dell’artista che plasma potenzialità espressive di differenti materiali e arriva all’ineffabile misteriosa essenza della creatività.
Jacqueline Ceresoli
visitata il 21 novembre
Dal 21 novembre al 10 gennaio 2014
Jason Martin – Painting as sculpture
Lisson Gallery via  Zenale 3, 20123 Milano
Orari: lunedì-venerdì dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00

Jacqueline Ceresoli (1965) storica e critica dell’arte con specializzazione in Archeologia Industriale. Docente universitaria, curatrice di mostre indipendente.

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Rumi Art Space, sul lago di Como l’arte contemporanea diventa mistero

A Dongo esiste uno spazio espositivo e per residenze artistiche, dove mostre, opere e racconti inquietanti si intrecciano: lo visitiamo…

13 Gennaio 2026 13:54
  • Progetti e iniziative

A Catanzaro, un progetto porta la fiaba nell’epoca contemporanea

Al Complesso di San Giovanni di Catanzaro, un progetto espositivo che mette in dialogo i linguaggi dell’arte contemporanea con l’immaginario…

13 Gennaio 2026 12:58
  • Libri ed editoria

Nell’Atlante di Nicolas Martino, tra estetica e politica c’è una linea continua

Nel suo ultimo volume, edito da Gli Ori, Nicolas Martino traccia un atlante dell’epoca contemporanea, dal Sessantotto alla Pandemia, rileggendo…

13 Gennaio 2026 11:51
  • Arte contemporanea

Israele torna alla Biennale di Venezia 2026 e si accende la polemica

Dopo il Padiglione chiuso del 2024, Israele torna alla Biennale Arte di Venezia con un progetto di Belu-Simion Fainaru ma…

13 Gennaio 2026 10:30
  • exibart.prize

exibart prize incontra Bonghi

Il mio lavoro negli ultimi anni ha seguito il tema degli sconfitti. Dare luce a chi è sempre stato nell’ombra.

13 Gennaio 2026 10:25
  • Mostre

Venus Noire: cinque artiste in mostra, per una riflessione postcoloniale

La Galleria Anna Marra di Roma presenta una collettiva femminile opulenta, che ricorda e rielabora la figura della mitica JosĂ©phine…

13 Gennaio 2026 9:52