Categorie: milano

fino al 10.IV.2010 | Stefano Lupatini | Milano, Nowhere Gallery

di - 5 Marzo 2010
La corsa per lo sviluppo della società occidentale-tecnologica
sembra inversamente proporzionale all’idea di conservazione di una memoria
storica collettiva. Parliamo di una vera e propria amnesia per il passato,
diffusa tra nuove e vecchie generazioni, che rendono passatempo e professione
lo stare al passo coi tempi, con relativo panico e corsa ai ripari dei più
accorti, poiché la memoria storica è il fondamento su cui poggia il presente.
Essa ha sempre due facce, celebra imprese ed è monito per le
future generazioni. Tra monumenti, altari e targhe, non c’è nulla di
maggiormente eloquente delle tracce che la guerra imprime sul corpo, sulle
case, sulle città di chi le vive in prima persona. E, in molti casi, mantenere
visibili i segni della guerra, che con il tempo acquistano il valore di
monumento e simbolo, è una scelta collettiva.
Un’esperienza si può dire opposta è stata invece affrontata da Stefano
Lupatini
(Brescia,
1976; vive a Milano) quando si è recato a Sarajevo nel 2008 per partecipare come
volontario alla campagna di bonifica contro le mine antiuomo. Qui non si trovano
monumenti, ma solo ferite aperte che squarciano muri e strade; segni talmente
visibili da stupire l’artista per la loro invisibilità agli occhi degli
abitanti della città. Si tratta di dolorosi solchi impressi da proiettili e
granate sui muri, cicatrici ancora fumanti d’una guerra che sembra imporsi,
strabordante, più che nella memoria, nell’attualità collettiva.

L’artista spiega che la città non ha ricevuto sovvenzioni per il
restauro, quindi i cittadini convivono con le tracce vive del loro passato;
tracce inavvertite, che ormai fanno parte della quotidianità, dell’architettura
del luogo. Dopo dodici anni dalla fine della guerra non è ancora permesso di voltar
pagina e ciò si manifesta chiaramente nell’impossibilità di gestire questi
strascichi, rendendoli memoria e non più consuetudine. La guerra è finita
lasciando anche un corollario di segni invisibili, meschini come le mine
nascoste, pronte ancora a riportare sotto gli occhi della gente il terrore.
Come suggerito all’artista da un bosniaco sul campo, “le mine
sono un riflesso della guerra”
, e quest’eco sfumata continua a diffondersi tra le mura della
città, nell’insolito ripetersi dei buchi sul cemento che ossessivamente
Lupatini riprende con l’obiettivo fotografico.

In mostra anche il video Anna (2009), presentato quest’anno alla Biennale di Mosca, che
vede emergere dall’assenza di segnale del monitor brevi frasi, un estratto della
vita della giornalista russa Anna Politkovskaja. Una icona di libertà e
coerenza, la cui storia emerge come traccia dal caos informe dell’effetto “neve”
del monitor, così come dovrebbe sopravvivere il ricordo del suo impegno
dall’azione di cancellazione che il tempo ha sulla memoria.

articoli correlati
La
personale milanese del 2007

nila shabnam bonetti
mostra visitata l’11 febbraio 2010


dall’undici febbraio al 10 aprile
2010

Stefano
Lupatini – Signs
a cura di Marco Scotini
Nowhere Gallery

Via del Caravaggio,
14 (zona Parco Solari) – 20144 Milano

Orario: da martedì a
sabato ore 15-19.30

Ingresso libero
Info: tel./fax +39
0245495916;
info@nowhere-gallery.com; www.nowhere-gallery.com

[exibart]


Articoli recenti

  • Mercato

Da Basel Social Club, l’arte continua dopo l’orario d’ufficio

Uno degli appuntamenti meglio riusciti della settimana dell'arte di Basilea: un ex complesso direzionale dove incontrare collezionisti, artisti, dj, editori,…

19 Giugno 2026 13:28
  • Mostre

Kazuko Miyamoto, fare tutto, farlo con il minimo: la mostra a Roma

L’artista giapponese-americana torna a Roma con una mostra alla Galleria Alessandra Bonomo che attraversa decenni di ricerca, tra minimalismo e…

19 Giugno 2026 12:30
  • Progetti e iniziative

Il mare di carta di Gianni Pettena arriva alla Manifattura Tabacchi di Firenze

Dopo la tappa al BIM Milano, la storica installazione ideata da Gianni Pettena nel 1971 arriva al MOTEL di Manifattura…

19 Giugno 2026 11:45
  • Progetti e iniziative

Jago apre un museo anche a Capri: Villa Lysis accoglie le sue sculture

Dopo Napoli, Jago porta il suo format museale anche a Capri: negli ambienti storici di Villa Lysis vanno in mostra…

19 Giugno 2026 11:30
  • Arte contemporanea

Il white cube incontra la pista da ballo: l’arte contemporanea invade i club di Ibiza

Oltre 70 artisti approdano nei principali club di Ibiza con Culture Collective, trasformando le dancehall più celebri dell'isola in spazi…

19 Giugno 2026 9:24
  • Mercato

Dentro Unlimited 2026, la sezione di Art Basel che sfida gli standard della fiera

Dalle architetture di cartone di Eva Jospin alla cabina aereo di Isa Genzken: una passeggiata tra le opere "fuori scala"…

18 Giugno 2026 22:30