Ogni secolo ha la sua passione,
e il Cinquecento fu il secolo illusionistico che preparò il Barocco,
appassionato del fantasmagorico, del meraviglioso e del catalogo. L’esposizione
comincia illustrando l’ambiente culturale dal quale scaturì l’Arcimboldo: i disegni grotteschi di Leonardo da Vinci e seguaci provano
l’interesse per lo studio della fisiognomica, un atteggiamento estetico che
aprirà la strada sia alla scienza di Lombroso e dei Ritratti di alienati di Géricault
che alla ferocia dei freak show. Contestualmente, Agostino Carracci ritrae Arrigo
peloso, una celebrità freak del tempo contesa dalle stesse corti che
accumulavano (ne vediamo esempi nella stessa sala) Wunderkammern di manufatti e
reperti naturali e commissionavano splendide incisioni naturalistiche.
Pienamente integrato nel sistema
di potere, al punto di disegnare costumi, macchinari e gonfaloni per fasti e
trionfi del governatorato spagnolo a Milano e della corte imperiale viennese,
Arcimboldo segna l’apice di un gusto per l’extraordinaire
(tuttavia ancora intriso di substrati umanistici e neoplatonici) che aderisce
perfettamente alle richieste di Massimiliano II e soprattutto di Rodolfo II,
l’imperatore saturnino appassionato di alchimia che chiamò nella sua corte
raffinatissima di Praga i migliori artisti e occultisti.
A proposito di cronologia, la
mostra avanza una nuova ipotesi critica, retrodatando la prima versione delle Stagioni, conservate a Monaco di
Baviera, al periodo milanese. Si tratta di opere celeberrime e iconiche, più
volte copiate e perfezionate dallo stesso Arcimboldo, che scatenarono
l’entusiasmo di dada e surrealisti e aprirono alla seconda fortuna novecentesca
del pittore milanese dopo secoli di oblio.
(frutta, fiori, verdura) non erano mai stati più che elemento decorativo
secondario nella figurativa preleonardesca, dominata da nobiltà e santi, se non
nell’opera di un geniale eretico come Carlo
Crivelli.
Non avendo ancora guadagnato la
piena autosufficienza rappresentativa della natura morta, hanno ancora bisogno
della forma umana (e dell’espediente illusionistico) per giustificare i
compendi di prodotti della terra che sono le Stagioni. La serie dedicata agli Elementi radicalizza il discorso: Acqua sembra uno dei mercati del pesce flamboyant di Frans Snyders compresso nella silhouette di una testa.
Se Arcimboldo fu poco più che un
prestigiatore, come malignano alcuni critici, o un sovversivo ante litteram della semantica è
questione aperta. Certamente fu un interprete compiuto del suo tempo, e
l’esposizione di Palazzo Reale favorisce una corretta rapsodia.
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Arcimboldo
a Vienna
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Lombardo
alessandro ronchi
mostra visitata il 14 febbraio
2011
dal 9 febbraio al 22 maggio 2011
Giuseppe Arcimboldo – Artista milanese tra Leonardo e Caravaggio
a cura di Sylvia Ferino-Pagden
Palazzo Reale – Sala delle Cariatidi
Piazza Duomo, 12 – 20122 Milano
Orario: tutti i giorni ore 9.30-19.30; lunedì ore 14.30-19.30; giovedì ore
9.30-22.30 (la biglietteria chiude un’ora prima)
Ingresso: intero € 9; ridotto € 7,50
Catalogo Skira
Info: tel. +39 0292800375; www.mostrarcimboldo.it
[exibart]
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una bella recensione per una mostra che si visita con molto, molto piacere. enjoy!!!