Solo una
settimana prima, a Milano, Aquilanti aveva inaugurato unâaltra sua personale dal
titolo La stanza. Tra reale e sue trasposizioni, tra vuoti del vissuto e
ombre del presente, lâallestimento meneghino scorreva sulle pareti come un
presagio. Composto da profili di gente scura e sagome di arredi dâaltri tempi,
lo Specchio
(specchio
opaco e privo di riflessi) faceva scorrere sulla sua superficie un teatro di
profili e apparizioni, tracce di storie senza connotazione. Durante il percorso
della mostra, le stanze cominciavano a diventare contenuto e contenitore della
medesima storia preannunciata dallo Specchio. Inscritta in forme bidimensionali,
pareti parlanti, oggetti a scomparsa e spazi senza contorni, la luce fioca
traduceva la scena del fittizio in un teatro di aloni dalla consistenza
lontana.
In questa
personale, Aquilanti compone visioni come illusioni, architettando con coreografica
abilitĂ strutture cinematiche e segni immaginati. Ogni frammento narrativo,
apposto al muro, fa capo a una videoproiezione che ha avuto il compito di
trasmettere o, meglio, imprimere tra luci e ombre gli idoli delle cose
come solitamente appaiono (eidola e grotta nella Repubblica di
Platone).
La
Stanza, articolata su tre proiezioni, fulcro dellâintera mostra, amplia
cosĂŹ la capacitĂ percettiva dello spettatore che, camminando attraverso i veli
del mondo, passa davanti alle sorgenti video diventando fantasma visibile di
quel che è già successo o avrebbe potuto accadere. A ogni passaggio del
visitatore, lâimmagine delle cose sembra svanire, svelando cosĂŹ la fragilitĂ
dello spazio reale, intersezione plasmata dalla natura illusoria dellâimmagine
e dalla permanenza concreta degli oggetti, portando a convergere le tre
categorie temporali con lâunicitĂ immanente della visione.
Tra luce
e magia, a Milano ha riservato alla tecnologia una traslitterazione concettuale
della materia che, imprigionata dai tendaggi della memoria, finge (dal
latino âfingereâ,
propriamente âfoggiareâ) la
storia e aderisce al centro dellâarte.
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ginevra bria
mostra visitata il 30 settembre
2010
dal 30
settembre allâundici dicembre 2010
Andrea
Aquilanti â La stanza
Ciocca Arte Contemporanea
Via Lecco, 15 (zona Porta Venezia) â 20124 Milano
Orario: da martedĂŹ a sabato ore 14-19.30
Ingresso libero
Info: tel. +39 0229530826; fax +39 0220421206; gallery@rossanaciocca.it; www.rossanaciocca.it
[exibart]
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