Categorie: milano

fino al 12.VII.2008 | Kabul 3000 | Milano, Zero…

di - 28 Maggio 2008
‘I am Orpheus,’ he said, ‘cursed to live / forever, bereft of love, and now left / among these living green things / that by their fecundity mock my living / death. My woe is legend…’”. Così raccontano alcuni versi di Orpheus among the Cabbages, poesia scritta da Tim Bratt, un poeta californiano che rielabora il testo teatrale di Peter Tompkins e Christopher Bird, dal titolo Love among the Cabbages. In entrambi i testi, la pseudo-scienza e gli effetti degli influssi delle piante sulle reazioni e le relazioni umane riflettono un dialogo svuotato.
Una comunicazione privata della vita umana e, quindi, inerzialmente diretta alla staticità della vita vegetativa. Una corrispondenza, questa rivisitazione letteraria, basata su spazi mentali che si trasformano in luoghi reali, in luoghi dell’accaduto senza fine, dopo la fine. Proprio come nella collettiva Kabul 3000 (Love among the cabbages), queste parole trascinano l’occhio di chi le legge verso un punto ben preciso, nel quale ogni installazione, ogni scultura e ogni idea legata alla rappresentazione formale della materia diventa un tema.

Quattordici artisti, provenienti da diverse nazioni e culture, sono stati chiamati a fare i conti con gli effetti compositivi e i mezzi possibili per riunire e poi condensare la modulazione della cosalità, quella pratica del fare in rapporto alle contraddizioni e alle costrizioni della forma oggettuale.
C’è chi usa il quotidiano quasi fosse un complicato punto di vista sul mondo (Martin Oppel) o chi fa della catacresi linguistica un trampolino per dialogare con l’ironia (Klaus Weber) o, ancora, chi usa la scultura per scardinare e reinventare nuove leggi gravitazionali (Nathan Mabry). Tre modi per restituire allo sguardo uno spazio alterato, stinto nel passaggio che comincia nella proporzione del concetto e si compie nella natura artificiale della tridimensionalità artistica.
Poi c’è chi lavora sulle contraddizioni apparenti. L’uno reitera la leggerezza del pensiero nella forza quieta di un supporto lapideo (Pietro Roccasalva), mentre l’altro, posto accanto seppur distante, non può fare a meno di parlare di viaggi e contenzioni antropologiche (Hans Schabus) con l’enigmatica Der Schacht von Babe.

Gli spazi della galleria, tagliati in maniera discontinua, proseguono frastagliati e interrotti, anticipando, per poi proporre d’improvviso, un momento di segmentazione visiva. Poco coesi e quasi nascosti, si rivelano quindi al visitatore due altri lavori, degni di curiosità, due manufatti avvicinati perché assimilabili dallo stesso metro quadro d’esposizione. La prima opera è un’installazione composta semplicemente da due tappeti e da alcune candele, un assemblaggio visivo più che evocativo, che sprigiona un potente preparato di valori etnici (Victor Man). Mentre in corrispondenza giace chiuso, arrotolato, minimale, patinato e leggero un nuovo lavoro dello sfuggente Christian Frosi, concentrato sul nascondimento.

articoli correlati
Lida Abdul da Alessandra Bonomo a Roma

ginevra bria
mostra visitata l’8 maggio 2008


dall’otto maggio al 12 luglio 2008
Kabul 3000 (Love among the Cabbages)
Galleria Zero…
Via Ventura, 5 (zona Ventura) – 20134 Milano
Orario: solo su appuntamento
Ingresso libero
Info: tel. +39 0236514283; fax +39 0299982731; info@galleriazero.it; www.galleriazero.it

[exibart]

Articoli recenti

  • Mostre

Padiglione Tanzania: i progetti speciali di Sasha Vinci e Ciro Palumbo a Venezia

Il Padiglione Nazionale della Repubblica Unita di Tanzania espande la sua presenza alla Biennale Arte 2026 con due eventi speciali…

13 Giugno 2026 18:00
  • Mostre

Il sogno egizio di Massimiliano d’Asburgo: una grande mostra al Castello di Miramare

Oltre cento reperti della collezione egizia di Massimiliano d’Asburgo tornano a Trieste dopo 143 anni: alle Scuderie di Miramare una…

13 Giugno 2026 17:00
  • Mostre

Ad Assisi Michelangelo Pistoletto dedica una mostra a Papa Francesco

Ad Assisi, Michelangelo Pistoletto proclama simbolicamente Papa Francesco "Primo Santo dell’Arte": negli spazi della Rocca Maggiore, una mostra che attraversa…

13 Giugno 2026 16:30
  • Arte contemporanea

Il femminile come atto politico: due nuovi progetti al MACRO di Roma

La retrospettiva dedicata a Miriam Cahn e la collettiva con le vincitrici del Premio Paul Thorel inaugurano la stagione estiva…

13 Giugno 2026 16:05
  • Fotografia

Al Festival Cortona On The Move vediamo l’Italia da infinite prospettive diverse

Il festival Cortona On The Move ci racconta l’Italia attraverso la lente di molti sguardi: un album di più di…

13 Giugno 2026 13:30
  • Arte contemporanea

Numero Cromatico vince il Visions Prize 2026 con un progetto tra arte e neuroscienze

Il collettivo Numero Cromatico si aggiudica il Visions Prize 2026, menzione speciale ad Andrea Bolognino e presentazione a Napoli, durante…

13 Giugno 2026 12:30