Categorie: milano

fino al 13.II.2007 | Luca Francesconi | Milano, Marella

di - 8 Febbraio 2007

Grazie a Dio, non mi sento europeo. Questo è l’asse attorno al quale ruota l’intero apparato costruito da Luca Francesconi (Mantova, 1979; vive a Parigi) alla galleria Marella di Milano, una mostra che sembra voler essere una summa di tutte le tematiche trattate dal giovane artista durante gli anni di rodaggio. Ma anche una sorta di diario, in cui ha annotato riflessioni e pensieri.
Emerge prima di tutto un innegabile rigore conservatore, il punto di partenza per un discorso non tanto anticomunitario, ma scettico di fronte alla pretesa di creare uno spirito trasnazionale che cementifichi nei 27 paesi dell’Unione un sostrato multiculturale comune, così come succede da secoli per gli Stati Uniti d’America. Argomento riassunto e sviscerato attraverso l’utilizzo delle forme d’arte e artigianato popolari più disparate, che tenderebbero appunto a dimostrare l’eterogeneità delle tradizioni che animano il continente. A questo proposito Francesconi inscena un quintetto di Tauromachie, cinque scheletri neri di discrete dimensioni, che raccontano lo spirito turbolento delle Corride ispaniche, delle corse di tori provenzali, ma anche i miti dell’antica Grecia. A questi contrappone il naso aquilino e sproporzionato di Pulcinella, ma in generale di tutta la produzione di maschere italiche.
O, ancora, il Muro, delimitazione della proprietà, delle idee e dei confini, che rappresenta proprio questo labirinto di diversità soffocanti che allontano dall’artista il sentimento di comunione. Tuttavia esiste un luogo di redenzione. La frammentazione non è una vocazione e può essere ovviata. Ma solo se la storia, portandosi a spasso col carroccio arte, cultura e società, cerca le proprie radici all’interno della religione. La tradizione cristiana (non cattolica, n.d.a.) diventa nella visione di Francesconi l’unico collante possibile nell’orgia di simboli, costumi, usanze e difformità europee.

L’ingranaggio centrale dell’intero alambicco espositivo è quindi la parete di fondo, su cui aggettano quattro croci, anch’esse nere, che diventano il tramite, il punto di raccordo capace di far dialogare la serie, apparentemente disomogenea, delle installazioni. Nell’insieme complesso degli argomenti esaminati in mostra, cui si aggiungono, a strati, i riferimenti agli artisti dell’Arte Povera e a Giulio Paolini, il punto di rottura, la maglia difettosa, è rappresentata proprio dallo scollamento tra contenuto e sua rappresentazione. Ciò che esteriormente sembrerebbe intriso di un abbandono pessimista, di un’aurea mortifera, in realtà dovrebbe rappresentare un riscatto quasi cristologico. Ciò che dovrebbe riuscire a parlare di politica internazionale ragiona invece sugli stereotipi.

Tuttavia si riscontra nel nuovo Francesconi una certa maturazione nella trattazione e gestione dello spazio e una sorta di richiamo all’ordine, di rigore non solo tematico, ma anche compositivo, che lo differenzierebbe dai modi approssimativi che sempre più spesso caratterizzano la sua generazione. Quasi che il giovane artista voglia raccontare al suo pubblico una certa fretta di diventare adulto.

santa nastro
mostra visitata il 3 febbraio 2006


dall’11.01. 2007 al 13.02.2007
Luca Francesconi – Thank’s God I don’t feel European
Galleria Marella, Via Lepontina 8 (MM Maciachini) – Milano
+39 0269311460 (info), +39 0260730280 (fax)
info@marellart.comwww.marellart.com
orari: dalle 11 alle 19, tutti i giorni


[exibart]


Visualizza commenti

Articoli recenti

  • Mostre

Una vita nel colore, quella di Claire Vasarely ad Aix-en-Provence

Fino al 15 febbraio, la Fondazione Vasarely ospita la prima grande retrospettiva dedicata a Claire Vasarely (1909–1990), artista e designer,…

14 Gennaio 2026 0:02
  • Fotografia

Ospitare nella propria intimità: gli scatti di Erika Pellicci a Pistoia

La mostra personale di Erika Pellicci alla Galleria ME Vannucci di Pistoia, fino al 16 febbraio 2026, ritrae un’intimità in…

13 Gennaio 2026 21:28
  • Attualità

Presto si potrà visitare la casa londinese di David Bowie

A Londra si guarda all’infanzia di un’icona globale: la casa di David Bowie a Bromley, nel sud di Londra, sarà…

13 Gennaio 2026 18:18
  • Mercato

All’asta una collezione di whiskey americano da oltre $ 1 milione

360 bottiglie provenienti dallo stesso proprietario e pronte a passare di mano con una vendita live, da Sotheby's New York.…

13 Gennaio 2026 17:13
  • Film e serie tv

La Grazia di Paolo Sorrentino non è un film politico

Nell’ultimo film di Paolo Sorrentino, le vicende di un Presidente della Repubblica in cerca di leggerezza scorrono attraverso trame esistenziali,…

13 Gennaio 2026 16:26
  • Arte contemporanea

Rumi Art Space, sul lago di Como l’arte contemporanea diventa mistero

A Dongo esiste uno spazio espositivo e per residenze artistiche, dove mostre, opere e racconti inquietanti si intrecciano: lo visitiamo…

13 Gennaio 2026 13:54