Milano. Esterno notte. In una via tranquilla a due passi dall’inflazionatissima Brera, Suzy Shammah – ex-biologa col pallino dell’arte contemporanea – inaugura la sua nuova galleria con una divertente performance dell’artista giapponese Shintaro Miyake (Tokio, 1970). Un po’ danzatore Kabuki un po’ Mazinga Zeta, un bislacco Minotauro lotta contro un polipo rosso (a dir la verità tutt’altro che feroce!) e, quando riesce a districarsi dai tentacoli dell’avversario, disegna sul muro se stesso in lotta contro un grosso polipo. Alla fine, lasciato il povero Mostro Marino rattrappito sul marciapiede, il Minotauro esultante comincia a correre e si dilegua nel labirinto della sera meneghina…
Miyake, laureato alla Tama Art University di Tokyo, fa parte di quella corrente artistica new pop che in Giappone strizza più di un occhio alla cultura figurativa dei manga, quell’Inevitabile Esperienza Giapponese (come recita il titolo di una recente mostra curata da Margrit Brehm) dalla quale provengono tra gli altri anche i più noti Takashi Murakami e Yoshimoto Nara. Forse, più dei suoi coetanei, Miyake ha il tocco leggero e il gusto del gioco: i suoi travestimenti lo trasformano in un fumetto gigante che disegna fumetti, curiosamente infantili e raffinati al tempo stesso. Un mondo fantastico, in cui vivono bovini mitologici e bambolotti rosa dalle lunghe orecchie. E poi c’è Sweet-san, l’eroina prediletta, dolcissima signorina dai grandi occhi e il nasino all’insù, che per l’occasione (sotto forma di sagome di legno intagliato) indossa con grazia impegnativi copricapo: la cupola del Brunelleschi, Castel
matilde marzotto
mostra visitata il 16 gennaio 2004
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