“La presenza del Cristianesimo ha segnato la nostra storia con vestigia indelebili. Noi pure portiamo impresse le orme di un’insopprimibile memoria cristiana”. Queste parole dell’Arcivescovo di Milano Carlo Maria Martini possono essere assunte come slogan della mostra “Sacrorum Res”, che si tiene, fino a domenica 14 gennaio 2001, a Gorla Maggiore, presso i tre piani di Torre Colombera, la Sala Mostre del Palazzo Comunale e la chiesetta di San Carlo.
La rassegna, patrocinata della Provincia di Varese, intende ripercorrere visivamente la storia del prezioso tesoro suntuario della Parrocchia di Santa Maria Assunta, composto da 195 lavori realizzati tra il Seicento ed i primi decenni del Novecento.
Le testimonianze d’arte sacra gorlese non sono al centro solo dell’articolato percorso espositivo, ma anche di una esauriente pubblicazione, con recensione dei pezzi rinvenuti a cura di Oleg Zastrow e fotografie di Enrico Mascheroni.
L’indagine inventoriale – realizzata dal noto studioso medioevalista, già curatore della rassegna “I martiri tra noi”, tenutasi questa estate a Maccagno – ha portato alla luce alcuni manufatti di origine vetusta e di indubbio valore artistico.
Relativamente al Seicento si può, per esempio, rammentare la presenza di un raffinato ed originale reliquario, scelto come immagine-simbolo dell’esposizione. Questa creazione suntuaria, sapientemente sbalzata e cesellata, raffigura la storia spirituale dell’umanità dal peccato originale – rappresentato dal serpente tentatore, avvolto all’albero della scienza del Bene e del Male – alla redenzione cristologica – simboleggiata dalla Croce, circondata da una corona di angioletti.
Un altro pezzo da menzionare è un porta reliquie settecentesco, di scuola lombarda, in argento sbalzato, che racchiude un frammento di un velo destinato a vestire una statua mariana, decorato con fogliami, frange per baldacchino e conchiglie.
Tra le suppellettili liturgiche in mostra a Torre Colombera, va, inoltre, segnalata “La culla di Maria Bambina”, un manufatto del XX secolo, purtroppo fuori catalogo.
Completano la rassegna, tesa a lasciare una memoria tangibile del Grande Giubileo del 2000 attraverso la testimonianza di fede dei nostri antenati, i preziosi materiali tessili ricamati con sete policrome e fili dorati e argentati esposti nella Sala Mostre del Palazzo Comunale e gli oggetti processuali e da confraternita visibili presso la Chiesetta di San Carlo.
Articoli correlati:
I reliquari del Duomo di Milano
Reliquari e reliquari dell’Alto Verbano Lombardo
Le foto di Enrico Mascheroni in mostra al PIME
Annamaria Sigalotti
A Venezia, fino al 29 settembre 2026, una mostra archeologia esplora culti, santuari e riti legati all’acqua tra Etruschi e…
La Chiesa di Sant’Agostino di Monte San Savino, in Toscana, ospita una mostra che riunisce le opere di 40 artiste,…
Fino al 19 luglio 2026 è in corso la mostra personale di Benni Bosetto, che abita l'architettura ribaltando la percezione…
Il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran continua a intensificarsi e si registrano danni anche al patrimonio culturale da…
Una grande esposizione dedicata a Lee Ufan aprirà presso SMAC Venice nel maggio 2026: il progetto, curato da Jessica Morgan…
Residenze, programmi, piattaforme, collezioni: con Visual Conversation, SuperOtium riunisce a Napoli le ricerche contemporanee nazionali e internazionali sui linguaggi della…