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fino al 14.I.2007 | Marc Chagall / Joan Miró | Milano, Fondazione Mazzotta

di - 31 Ottobre 2006

La sfida, affrontata sia da Joan Miró (1893-1983) che da Marc Chagall (1887-1985), era quella di utilizzare, nell’“epoca della riproducibilità tecnica dell’arte”, la calcografia e la litografia come strumenti capaci di ridare unicità a opere pensate per una produzione seriale. Le opere raccolte oggi alla Fondazione Mazzotta, eseguite per il mercante, stampatore ed editore Aimé Maeght, fondatore del celebre museo che porta il suo nome, a Saint-Paul-de-Vence, dimostrano le diverse strade che i due artisti hanno seguito per vincere questa sfida.
Il rapporto tra Miró e la Fondazione Maeght non si limita alla commissione di opere d’arte: l’artista seguì, accanto all’architetto Josep-Liuis Sert, la progettazione dello spazio stesso in cui esporre i suoi disegni e le sue sculture, realizzando anche l’arco d’ingresso del museo e uno stupendo “labirinto” di ceramiche monumentali e bronzi.
Chagall si trasferisce a Vence nel 1949 e per la Fondazione realizza un enorme mosaico, Les Amoureux (1964-67), di cui è presente in mostra l’acquerello preparatorio. Due personalità antitetiche, le cui opere, del tutto inedite per l’Italia, vengono accostate in quest’occasione creando due percorsi di visita godibili separatamente. Le circa novanta tra litografie, acquatinte e acqueforti di Joan Miró rendono conto di quarant’anni di lavoro: dal 1938, anno della Serie nera e rossa, al 1981, data dell’incisione Miró Milano, una delle opere esposte appartenenti alla Fondazione Mazzotta, realizzata dall’artista per la città meneghina in occasione della monografica allestita in suo onore in quell’anno.
Ciò che più colpisce, passando in rassegna le opere di Miró, è la sua capacità di assimilare materiali diversi e di sperimentare all’interno di una soluzione tecnica diverse varianti, pur mantenendo una ben riconoscibile cifra stilistica. E raggiungendo risultati di grande effetto plastico. La magia di una litografia applicata su tela di juta (La conversazione, 1969) fa da contrappunto ai disegni eseguiti con il carbonorum, in cui si avverte il riflesso delle prove con le combustioni realizzate da Miró a partire dal 1973. Un progressivo spostamento verso l’elementare delle forme –si avverte il fascino subito dalla calligrafia giapponese- a cui si accompagna una crescita continua dell’importanza dei bianchi e dei neri. Quel nero che cola pesantemente sui fogli delimitando le figure e gli spazi e donando a tutta la composizione il tono sordo della tragedia.
Si passa poi ai voli dell’anima di Marc Chagall, nelle cui opere le forme si ricompongono e i corpi riacquistano una dimensione, ma solo per torcersi e librarsi in una visione onirica e fantastica, che traduce anche le più piccole contingenze del vissuto quotidiano in uno stato emozionale. Dalle incisioni realizzate per illustrare il romanzo Le anime morte di Gogol, del 1923-27 (anch’esse di proprietà della Fondazione Mazzotta), in cui è avvertibile forse un’eco della produzione grafica di Grosz, ai meravigliosi disegni degli anni Cinquanta, dove il colore partecipa della magia dissolutiva delle forme, sciogliendo in vapori di sogno i corpi volteggianti su La notte di Parigi (1954). E poi galli, cavalli, profumatissimi bouquet di fiori, il sole e la luna, sempre presenti e sempre indistinti, così come rimangono indistinti il giorno e la notte nell’anima di un sognatore.

stefano bruzzese
mostra visitata il 14 ottobre 2006


Dal 13 ottobre 2006 al 14 gennaio 2007
Marc Chagall-Joan Miró. Magia, grafia, colore
Fondazione Antonio Mazzotta, Milano, Foro Buonaparte 50 (MM Lanza)
Orario: martedì e giovedì 10-22.30
Aperta con orario normale (10-19.30): mercoledì 1 novembre, venerdì 8 dicembre, sabato 6 gennaio.
Aperta con orario ridotto (10-17): domenica 24 dicembre; martedì 26 dicembre; domenica 31 dicembre; lunedì 1 gennaio 2007 (11-19.30). Chiusa il 25 dicembre.
Biglietto: intero 8 €; ridotti € 5,50/4,50
Info: tel. 02.878197, fax 02.8693046; informazioni@mazzotta.it www.mazzotta.it – Catalogo Edizioni Gabriele Mazzotta, € 20 in mostra


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