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Fino al 14.VII.2002 | Milano 1960 | Milano, Galleria Scoglio di Quarto

di - 10 Luglio 2002

Un libro e una mostra per ricostruire l’intreccio dei dialoghi intessuti nella Milano degli anni ’60. Su cosa si dibatteva? Sull’ennesima crisi della figurazione, un ripensamento che fece smettere a Schiavocampo di correre in bicicletta a ritrarre Milano. Interiorizzata l’immagine occorreva lavorare solo sul segno ma senza cesure e rimozioni e, infatti, il libro presentato in occasione di questa mostra, evidenzia questo continuum nel passaggio dalla visione all’astrazione.
Parallelamente si svolge l’avventura di Cusumano che approda alle interazioni Poesia-Immagine alla fine di un rigoroso scandaglio delle variazioni modulari.
Continua ancora oggi la ricerca di Nangeroni, avviata quarant’anni fa sulla linea di una “via astratta” dell’arte plastica a cominciare dai White Relief del 1956. Anche lui, come Cusumano, coinvolto in esperienze teatrali e pubblicitarie.
Negli stessi anni Brusamolino rinnova il suo interesse per il soggetto della pittura, con forti connotazioni esistenziali all’interno di quell’immaginario informale che percorre tutta l’Europa.
Totalmente plastica l’avventura invece di Nanni Valentini alle prese con una materia identificata con la terra, in un rimbalzo continuo fra la pittura e la ceramica. Sono archetipi architettonici, giocati sull’opposizione orizzontale/verticale come in Colonna con scala, parte di una serie dedicata a catturare l’essenza dei nostri miti: la colonna, la casa, la scala.
Frequentavano negli anni sessanta lo stesso ambiente, condividevano i locali dello studio di Schiavocampo o ne erano abituali frequentatori. Allora giovani speranze dell’arte italiana, hanno tutti mantenuto la promessa. Due di loro, Valentini e Cusumano, prematuramente scomparsi, hanno lasciato in eredità un lavoro importante e che dà ancora oggi i suoi frutti nell’opera di molti artisti delle più giovani generazioni; gli altri contribuiscono ancora a tutt’oggi a tracciare con il loro lavoro la storia dell’arte contemporanea quali indiscussi protagonisti. L’aver voluto unire in una mostra opere di questi artisti non è solo un omaggio al lavoro svolto e un ricordo per quanto hanno già dato, ma anche possibilità per illustrare al pubblico uno spaccato d’arte di forte impatto e il senso di una loro matura, attuale e attiva presenza nel mondo contemporaneo dell’arte.

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Gabriella Anedi


Milano 1960
Fino al 14/07
Galleria Scoglio di Quarto, via Scoglio di Quarto, 4 Milano
Tel. 02/58317556 – 348/5630381
Orari: da martedì a venerdì, dalle17 alle 19,30 o per appuntamento
Presentazione del libro a cura di Alberto Veca:
Milano 1960. L’essenzialità del segno, Michele di Fiore editore, Milano, pp. 120, giugno 2001


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