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Fino al 16.I.2016 | Painting Now | Galleria Riccardo Crespi, Milano

di - 7 Gennaio 2016
Sembra un imperativo, anche se il punto esclamativo non c’è. Eppure indagare la “pittura ora” è forse una condizione imprescindibile per chi si occupa di contemporaneo. Semplicemente perché dopo anni di abiura, la pittura ha trovato un nuovo orizzonte di senso, di ritorno al presente, per “restaurare” la crisi del visivo di oggi. Il mezzo più antico dell’arte, infatti, può sembrare la stella guida per indicare una strada ordinata quando, negli ultimi tempi, si sono persi valori e percorsi. Certo è vero che anche la pittura ha bisogno di rimettersi in pratica, e ovviamente non può prescindere dal peso e dall’influenza di storie e correnti. Per questo una mostra collettiva di pittura non può che diventare una giungla di visioni e suggestioni. Forse il ceppo del linguaggio è il medesimo, ma i suoni sono differenti, le interpretazioni vanno effettuate per ogni singolo caso.
È quel che avviene, appunto, da Riccardo Crespi, dove sono in scena Giulia Andreani, Romain Bernini, Eun Mo Chung, Nathalie Du Pasquier, Cristiano Menchini, Roee Rosen, Marta Sforni, Caterina Silva, Veronica Smirnoff, Sinta Tantra, Gal Weinstein. Pittura a 360 gradi, e se vogliamo usare anche vecchie definizioni, siamo in presenza di una piccola antologia che si compone di figurativo e astratto-geometrico rovesciati l’uno nell’altro, di pittura che diventa installazione, di rivolgimenti su temi classici, come nel caso delle Vanitas “evidenziate” di Romain Bernini, o dei rotoli di pittura di Caterina Silva, un po’ situazionisti e decisamente installativi, e che ai collezionisti sono venduti proprio in forma di cilindro, con la promessa (che potrebbe anche essere tradita) di non stendere quelle che sono vere e proprie pitture sezionate.
Ma che hanno in comune, insomma, le particolarità del giovane Cristiano Menchini o gli interni geometrici di Nathalie Du Pasquier, i dettagli di lampadari veneziani di Marta Sforni, le inquietudini pittoriche di Giulia Andreani che da Crespi espone un ritratto di Giulio Andreotti, a metà tra icona storica e sfuocata fotografia dagli scarni tratti che raffigurano una delle più misteriose e potenti figure della politica italiana? E che c’entrano le pitture ricavate da una lettura a infrarossi di ambienti esterni dell’israeliano Gal Weinstein o le delicate pennellate di Veronica Smirnoff?  Forse, di per sé, nulla. Si tratta di sceneggiare la realtà, da una latitudine ad un’altra, lasciando che il contesto, spesso politico, sociale o di riflessione, contribuisca a formare la visione. E da un pezzo all’altro, in galleria, il filo si dipana, forse si sovrappone, ma non si spezza. E mostra come sia impossibile, oggi, fare chiarezza sulla totalità della pittura, pratica arcaica e per questo metamorfica, in grado di varcare i secoli e mostrare, sempre, l’enigma incompiuto della rappresentazione e dunque dell’arte.
Matteo Bergamini
mostra visitata il 26 novembre
Dal 27 novembre 2015 al 16 gennaio 2016
Painting Now
Galleria Riccardo Crespi
Via Mellerio 1, 20123 Milano
Orari: da lunedì a sabato dalle 11 alle 13 e dalle  15 alle 19.30
Info: Tel. 0289072491/ 0236561618, www.riccardocrespi.com

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