Categorie: milano

fino al 16.V.2006 | Esko Männikkö | Milano, Galleria Suzy Shammah

di - 12 Maggio 2006

Non è necessario fotografare vita per trasmettere vita. Esko Männikkö lo sa bene. I suoi scatti, che abbiano per soggetto esseri umani, animali o cose, sono un’indagine intima ed accurata della società cui appartengono. Scandagliata con l’accortezza e la perizia di un antropologo. Fotografata con la pazienza di un dagherrotipista. Risolta con la poesia di un Walker Evans. La serie presentata a Milano sceglie come filo conduttore il ritratto di sedie. Che assumono, pur nella loro banalità, la potenza di uno sguardo umano. Sul retro, interni generalmente poveri, spogli, quasi squallidi, che, tuttavia, attraverso il taglio compositivo scelto e l’occhio dell’artista assumono un’aura di dignità regale. Le immagini di Männikkö, infatti, non sono mai snapshot, bensì la risultante di uno studio maniacale del set fotografico. Composto ed osservato con le regole più ferree dello still life e tempi di ripresa lunghissimi. In cui il soggetto, che interagisce sensualmente con l’obiettivo, cresce, come nella fotografia dei pionieri, nel lasso della durata dello scatto. Perdendo le incertezze e la freschezza dell’improvvisazione, o della rapina, e guadagnando la ieraticità –la posa come spiegava Roland Barthes, ne La Camera Chiara– della pittura. Ogni dinamismo viene così cancellato in favore di un raffreddamento generale dell’immagine fino alla liberazione effettiva da ogni retorica pauperista. L’impegno sociale è qui, infatti, solo alluso, senza alcuna concessione a qualsivoglia sentimentalismo. L’opera diventa, in fondo, un tramite tra realtà diverse –lo spettatore e il soggetto- un’analisi sistematica dei luoghi che l’artista finlandese visita. Anzi, vive. Poiché vi si ferma per lungo tempo. Ne studia le particolarità, i costumi, le tradizioni. Fino ad entrare in un contatto intimo e viscerale con la più scontata quotidianità. Perché è routine -lo spazio domestico- il tema centrale dell’arte di Männikkö.

Le cose di tutti i giorni diventano interessanti e, appiattite sulla superficie patinata, incastonate all’interno della cornice, si danno allo spettatore in tutta la loro implicita preziosità. A scampo di folklorismi, o dell’estetica occidentalizzata del souvenir. Al di là di queste considerazioni, restano da tirare un paio di conclusioni. La prima, è che per quanto l’arte quanto cerchi di avvicinarsi alle problematiche del sociale, ancora perde colpi dinanzi alla fotografia. La registrazione della realtà, seppur artificiosa e monocolare, operata dal mezzo meccanico, risulta ancora troppo forte, con un impatto ed un’intensità violenti, che nessuna elucubrazione concettuale, frigida per vocazione, può sperare di raggiungere. La seconda è che l’arte contemporanea opera negli interstizi. Dove il cinema delle grandi narrazioni tende a sintetizzare, eliminando i tempi morti, il banale, il quotidiano, per dare spazio alla trama e alle sue esigenze, l’arte s’inserisce, andando a scavare tra quei rifiuti, riutilizzandoli e sviscerandoli.

santa nastro
mostra visitata il 27 aprile 2006


Dal 1 Aprile 2006 al 16 Maggio 2006 – Esko Männikkö. Southern Comfort
Milano, Galleria Suzy Shammah , Via San Fermo (20121) (MM Moscova) / +39 0289059835 (tel)/ +39 0263618564 (fax)
info@suzyshammah.com


[exibart]

Visualizza commenti

Articoli recenti

  • Libri ed editoria

The Boxer di Gabriele Tinti, il bronzo ellenistico e la fragilità dell’umanità

Un libro che riattiva l’antico, tra poesia, mito e vulnerabilità: Gabriele Tinti dà voce al Pugile in riposo, la statua…

13 Aprile 2026 12:44
  • Mostre

Marco Bernardi, macchine inutili contro la tirannia dell’algoritmo

Negli spazi di Ex Elettrofonica, a Roma, Marco Bernardi mette in scena un mondo di oggetti che sfidano la logica…

13 Aprile 2026 11:36
  • Arte contemporanea

Milano Art Week 2026, si parte: le mostre e gli appuntamenti di oggi

Al via la decima edizione della Milano Art Week: in attesa dell'apertura di miart, in città già fervono le aperture.…

13 Aprile 2026 10:32
  • Progetti e iniziative

Futuri Emergenti Italiani: il catalogo che mappa gli artisti under 35

Futuri Emergenti Italiani è il catalogo che documenta la ricerca di 101 artisti under 35, selezionati per una mostra diffusa…

13 Aprile 2026 9:46
  • Mostre

Zhang Chaoyin, l’Himalaya non è mai stato tanto vicino

Fino al 15 maggio l'Edificio B12 della Manifattura Tabacchi ospita la mostra del fotografo Zhang Chaoyin, con sessanta opere sull’Himalaya,…

13 Aprile 2026 0:02
  • Progetti e iniziative

Nuova direzione e nuovi progetti per Casa degli Artisti a Milano: intervista a Giulia Restifo

Casa degli Artisti entra in una nuova fase con una guida rinnovata: residenze multidisciplinari, collaborazioni con istituzioni milanesi e reti…

12 Aprile 2026 19:30