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Fino al 16.XI.2013 | Helen Mirra | Galleria Raffaella Cortese – Milano

di - 23 Ottobre 2013
Nella doppia sede di Raffaella Cortese, Helen Mirra (classe 1970) presenta per la prima volta a Milano le sue installazioni. Scaturite da lunghe passeggiate in luoghi incontaminati in diverse parti del mondo, le opere formalmente si risolvono in soluzioni minimaliste realizzate con materiali naturali come lino grezzo, coperte di lino o strisce sottilissime tinte a mano di verde, di marrone o di blu. L’artista americana, che vanta tra le sue numerose mostre collettive la partecipazione alla  50° Biennale di Venezia e alla  30° di  San Paulo, è rigorosamente vegetariana e per carattere riservata e solitaria.
Uno dei punto focali del suo lavoro è la rivisitazione della Land Art in chiave poetica e contemporanea. Liberata dai retaggi ideologici che avevano contraddistinto questa corrente americana contro il mercato dell’arte, Mirra propone opere che non nascono dal rifiuto del manufatto destinato al commercio, ma si integra con esso ed esprimono una necessità interiore di lasciare una traccia, una sorta di diario soggettivo dei suoi stati d’animo in relazione alla natura; trascrizioni variabili come la luce e il tempo osservati durante le sue camminate della durata di sette ore al giorno.

In mostra in via Stradella 7, nello spazio interrato, Mirra ha allestito la serie di Hourly Field Notes, realizzata in Giappone (2012), costituita da sette strisce di cotone, datate, che riportano brevi frasi o riflessioni annotate durante la camminata prima su un taccuino per appunti e poi trascritte su questo “nastro” simile a quello delle vecchie macchine per scrivere, stile Remington. Leggete con attenzione le sue frasi che descrivono le condizioni meteorologiche, differenti scenari naturali e condizioni di camminata, con caratteri old fashion delle lettere per immergervi in un intimo  paesaggismo psicogeografico, impressionista ed espressionista allo stesso tempo.
Ogni ora è rappresentata da una striscia di cotone larga 16 mm e lunga un metro, che corrisponde ad una porzione di paesaggio o di orizzonte, che l’artista definisce «Silent Silent film»: un film muto fatto di pensieri che visualizzano stati d’animo.
Nella  galleria al n°1, s’intravedono dalla vetrina che si affaccia sulla strada, una serie di acquarelli su teli di cotone grezzo, piegati e trasportati nello zaino dell’artista, intitolati Hourly Directional Field Notations (2012): soggettive “mappe” originate da camminate quotidiane effettuate in Arizona in cui si notano sette macchie di colore verde, quante le ore di cammino giornaliere percorse, che riportano impronte istantanee di materiali trovati lungo la passeggiata. Le sue testimonianze cromatiche dell’esperienza vissuta, senza ricorrere alla scrittura o alla documentazione fotografica, tendono a ristabilire un’intima relazione tra l’uomo e la natura; un tema romantico per eccellenza che dimostra come gli stessi fenomeni naturali o condizioni ambientali possono costituire opere d’arte “specchio” dell’animo.

Jacqueline Ceresoli
Visitata il 5 ottobre 2013
Dal 26 settembre al 16  novembre 2013
Helen Mirra
Galleria Raffaella Cortese
via a. stradella 7 – 20129 Milano
Orari: martedì-sabato dalle 10 alle 13/dalle 15 alle 19.30
Domenica dalle 15 alle 19.30 e su appuntamento
Info: Tel: +39 02 2043555 – mailto:info@galleriaraffaellacortese.com

Jacqueline Ceresoli (1965) storica e critica dell’arte con specializzazione in Archeologia Industriale. Docente universitaria, curatrice di mostre indipendente.

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