Categorie: milano

fino al 17.V.2009 | Diego Perrone / Public | Milano, Massimo De Carlo

di - 4 Maggio 2009
C’è un grigio dilagante di periferia nell’orizzonte del mondo raccontato da Diego Perrone (Asti, 1970). Il Merda – parte prima (paesaggi) è una sosta, soltanto una breve pausa nel corso di un viaggio sconfinante fra le penombre e le vuote solitudini di luoghi desolanti.
Apertamente ispirato alle ricerche pittoriche di Mario Sironi, soprattutto a Il Gasometro e a Paesaggio urbano, nonché al romanzo mai portato a termine da Pierpaolo Pasolini, Il Petrolio – in cui il poeta denunciava in maniera più aspra che mai l’involuzione dell’Italia contemporanea -, Diego Perrone della periferia indaga l’oltre, ciò che resta coperto dal velo del sonno.
Quell’architettura fredda e straniante che ovunque è sempre uguale. Dagli spazi deserti al massimo solcati da un mezzo di trasporto o da un passante propri del Sironi anni ’20, Perrone approda all’estrema riduzione geometrica di sculture metalliche, ora forme incancrenite di catrame, ora leggere onde di plastica. Emerge un’eco post-industriale di oggetti inermi, senza alcun riferimento a luoghi precisi e con valenze assolutamente metafisiche. Non esiste alcuna prospettiva; piuttosto c’è un’assoluta rottura con qualsiasi logica che tenti di organizzare la realtà in proporzioni. Tutto resta sospeso, immobile, impalpabile. Perrone costruisce un’architettura di forme impossibili, delineando sculture vertiginose.

Al centro di quest’universo “in divenire” sta l’impegno del lavoro artistico, filtrato tra immagini fotografiche in cui si percepisce l’intervento con mano dell’autore, imposto sulla materia attraverso forti tratti di biro, di inchiostri differenti. È una poetica affascinante e rigorosa quella che Perrone raggiunge, coniugando tecniche e metodologie tradizionali, dalla pittura al disegno alla scultura, con estrema libertà espressiva.
In concomitanza a Il Merda, la galleria propone una collettiva di grandi opere, tutte ispirate a spazi pubblici. Public pone il visitatore davanti a quattro luoghi vuoti, ognuno da riempire eventualmente con l’immaginazione.

Uncollected
(2005) di Elmgreen & Dragset ricrea l’area per il ritiro bagagli di un aeroporto. Una vertiginosa struttura di legno, Untitled (2007) del gruppo austriaco Gelitin, una scalinata panoramica con annesso deposito borse per turisti. Public è una riflessione sui luoghi pubblici che avvicinano e separano irrimediabilmente, come i 100 cinesi di Paola Pivi, uniti e perfettamente distanti. Spazi “anestetizzati”, come la “vasca psicologica” di Carsten Höller, Psycho Tank (2003), in cui immergersi. Per perdersi, come nella folla.

articoli correlati
Perrone al Museo Marino Marini

caterina misuraca
mostra visitata il 17 aprile 2009


dal 17 aprile al 17 maggio 2009
Diego Perrone – Il Merda. Parte prima (paesaggi)
Public
Galleria Massimo De Carlo
Via Ventura, 5 (zona Ventura) – 20134 Milano
Orario: da martedì a sabato ore 11.30-14 e 14.30-19.30
Ingresso libero
Info: tel. +39 0270003987; fax +39 027492135; info@massimodecarlo.it; www.massimodecarlo.it

[exibart]

Visualizza commenti

  • Cavolo, anche perrone sta scivolando, qualcuno lo aiuti subito. L'atmosfera concettuale rimane interessante ma la resa formale si piega troppo al clichè. Ma forse ha ragione. Sicuramente sta perdendo un po'smalto. Che sia la frequentazione di trevisani a berlino?

Articoli recenti

  • Mostre

Dentro Casa Italia alla Triennale Milano, dove le Muse greche ispirano la mostra dei Giochi Olimpici

L’appello alla Musa classica unisce arte e sport con una mostra che ricorda il valore fondante delle Olimpiadi. Attraverso una…

10 Febbraio 2026 18:32
  • Mercato

Com’è andata Art Fair Philippines 2026: 5 artisti locali (e non solo) da tenere d’occhio

Cala il sipario sulla fiera di Manila. Ecco com'è andata tra gallerie locali e internazionali, progetti speciali e nuovi protagonisti…

10 Febbraio 2026 16:58
  • Mostre

La ricerca del tempo discontinuo dell’arte: una mostra alla Fondazione Memmo di Roma

Alla Fondazione Memmo di Roma, il ciclo di mostre collettive prosegue con una esposizione che indaga il tempo come costruzione…

10 Febbraio 2026 15:30
  • Arte contemporanea

Alla Biennale di Sydney 2026 la memoria sarà uno spazio vivo e conteso

La 25ma Biennale di Sydney, curata da Hoor Al Qasimi, costruisce una mappa di voci marginali, mettendo in relazione comunità…

10 Febbraio 2026 13:30
  • Bandi e concorsi

Artefici del nostro tempo 2026: torna il premio che fa esporre alla Biennale

Artefici del nostro tempo è la call promossa da Comune di Venezia, in collaborazione con la Fondazione Musei Civici, dedicata…

10 Febbraio 2026 12:30
  • Arte contemporanea

Sonsbeek 2026, le novità dalla storica manifestazione d’arte pubblica

Dal 1949 a oggi, Sonsbeek è un laboratorio d'eccellenza per riflettere sul significato dell'arte nello spazio pubblico: ad Arnhem, in…

10 Febbraio 2026 11:30