Categorie: milano

fino al 17.XII.2008 | Zeng Hao | Milano, Primo Marella

di - 15 Dicembre 2008
In un noto racconto, un Re che non aveva mai tempo per visitare il proprio regno chiede ad alcuni esploratori di partire da palazzo e di registrare, su una mappa, i confini dei suoi possedimenti. Ma, ogni volta che uno dei suoi messi fa ritorno, il Re lo respinge e lo obbliga a tornare una seconda volta sui luoghi visitati. Lo scopo è redigere una pianta che descriva sempre più dal vivo la geografia delle cose. Fino ad arrivare al reale rappresentato, a quella porzione di vero impossibile da reinventare, perché simulacro dell’esistente e suo sostituto.
Questa vorticosa, forse malinconica mise en abyme è il meccanismo centripeto che si riscopre tra le righe, all’interno delle tele di Zeng Hao (Kunming, 1963; vive a Beijing). Negli spazi a loro volta ampi e in apparenza illimitati dell’hangar-galleria di Primo Marella, i lavori del pittore cinese si disperdono. I dipinti di grandi dimensioni, in tutto una dozzina, sembrano vere e proprie visuali, cupole sulle quali è ritratto il vuoto e i suoi oggetti.
Ogni riquadro è una finestra che, una volta spalancata, incolla lo sguardo dell’osservatore, come quando si rimane a fissare una sfera di cristallo. I mondi ritratti, intrappolati da Zeng Hao sono stanze viste da una lente d’ingrandimento al contrario, un filtro che arrotonda e rimpicciolisce.

Il tratto polveroso e smussato di ogni pennellata raggiunge cadenze piane che permettono, come nel ben riuscito 12 a.m., di rappresentare la verità del nulla. Quella logica dell’assenza che apre le giunture di causa ed effetto, per mettere in scena le cose senza lo spazio. Ogni elemento dipinto da Zeng Hao è un pensiero pulito, quasi privo di conoscenza. La materia che egli rievoca incarna e infine sublima l’isolamento dell’uomo. Soggetto che si trasforma e diventa un sistema d’appoggio per gli oggetti, ma non per se stesso, ormai costretto a figurare come una presenza velata, illusa dall’abominio della funzionalità.
Sedie, librerie, computer, frigoriferi, fogli sparsi e verdure sospese sembrano appoggiati sulla tela come piccoli promemoria, lasciati senza ordine nel momento in cui l’artista decide di vedere tutto, fino a finirne dietro. Nel momento in cui Zeng Hao sceglie di fissare il tempo nell’istante del vissuto quotidiano, in un battito che così diventa esperienza dell’attimo.

Dipingere il quotidiano significa fargli perdere la carica del banale, investendolo di un potere accattivante, di una unicità. Nonostante oggetti e persone vaghino nel vuoto, mantengono un aspetto reale e concreto, mentre l’astrazione rimane solo una distanza ideale fatta di sfondi anonimi. È così che Zeng Hao prova a dare una rappresentazione formale del senso d’inadeguatezza. Perdizione tipica dell’uomo-soggetto e caratteristico della sua spazialità estetica.
Spazialità perpendicolare sull’infinito e per questo senza rumori, senza direzione prospettica, senza luce diretta, senza finestre, senza proporzioni e senza assolutamente dimensioni. Ambienti dove l’uomo, se dipinto, è un’istanza variabile, muta, che non ha più timbro né capacità narrativa del sé.

ginevra bria
mostra visitata il 14 novembre 2008


dal 13 novembre al 17 dicembre 2008
Zeng Hao
Primo Marella Gallery
Viale Stelvio, 66 (zona Maciachini) – 20159 Milano
Orario: da martedì a sabato ore 11-19
Ingresso libero
Info: tel. +39 0287384885; info@primomarellagallery.com; www.primomarellagallery.com

[exibart]

Articoli recenti

  • Mostre

Murano Illumina il Mondo: il linguaggio del vetro in Piazza San Marco

Dodici lampadari d’artista realizzati in vetro di Murano trasformano Piazza San Marco a Venezia in uno spazio di confronto tra…

16 Gennaio 2026 0:02
  • Progetti e iniziative

Allo Spazio SLAP di Milano c’è una mostra in cui si scompare nella luce

SLAP Spazio Lambrate Arti Performative ospita una mostra immersiva che, tra luci e suoni, invita a scomparire: le opere di…

15 Gennaio 2026 20:10
  • Attualità

In Iran chiudono anche le gallerie d’arte, tra proteste e blackout

Nel clima di repressione e incertezza che attraversa il Paese, numerosi spazi culturali scelgono di chiudere, tra timori per la…

15 Gennaio 2026 19:05
  • Mercato

Basquiat vs Klimt: una sfida fra titani nel mercato dell’arte degli ultimi 20 anni

Un esperimento comparativo tra Jean-Michel Basquiat, considerato il benchmark del contemporaneo, e Gustav Klimt, fresco di record da $ 236,4…

15 Gennaio 2026 18:49
  • Progetti e iniziative

L’arte contemporanea varca le soglie del carcere di Bologna: il progetto di Anila Rubiku

In occasione di ART CITY Bologna 2026, l’arte contemporanea attraversa le mura Casa Circondariale Rocco D’Amato, con il progetto di…

15 Gennaio 2026 18:01
  • Mostre

Le mostre da non perdere a gennaio in tutta Italia

L’appuntamento mensile dedicato alle mostre e ai progetti espositivi più interessanti di prossima apertura, in tutta Italia: ecco la nostra…

15 Gennaio 2026 17:40