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Fino al 18.III.2017 | Gianni Caravaggio, Sais | Kauffman Repetto, Milano

di - 17 Marzo 2017
Dal luogo immaginario “Sais” descritto nel romanzo filosofico I discepoli di Sais  (1798-1799) da Novalis, incentrato sul dialogo tra un maestro e i suoi allievi sul rapporto tra uomo e natura, che dà il titolo alla mostra di  quattro nuove sculture del 2016 di Gianni Caravaggio, esposte al piano terra della galleria  Kaufman Repetto a Milano, cariche di evocazioni simboliche romantiche, il filo conduttore ruota intorno a configurazioni immaginarie di paesaggi emozionali. In uno spazio chiuso, paradossalmente si presentano lieux soggettivi astorici, aperti a molteplici letture e intrecci narrativi come una riflessione dialettica su compenetrazioni tra spirito e materia, dualità del soggetto e dell’oggetto, oltre il Tempo. Questi e altri sono i presupposti investigativi suggeriti da Caravaggio con opere che incarnano l’espressione di una poetica intimista che lega l’infinitamente piccolo con l’infinitamente grande, in cui gli eventi naturali possono trovare una corrispondenza con i mutamenti fisiologici del corpo umano. L’artista abruzzese, classe 1968 che vive e lavora a Milano, ha studiato filosofia in Germania prima di inscriversi all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove ha frequentato i corsi di Luciano Fabro e insegna dal 2010. E, associando materiali diversi a titoli emblematici delle opere in cui l’aspetto materico si ricollega con quello linguistico e la parola, Carvaggio presenta la forma, come il recto e il verso di un foglio.

In particolare incanta per insostenibile leggerezza della materia la scultura sembra una “nuvola” composta da un groviglio di filo da pesca forse caduta in terra per il troppo peso, attraversata da un filo di cotone azzurro dal titolo L’orizzonte si posa su una nuvola mentre il sole la attraversa. Sotto questa massa trasparente passa un altro filo di nylon giallo disegnando un percorso rettilineo sul pavimento. Il tema di un orizzonte possibile seppure capovolto dal basso verso l’altro si trova nella scultura poggiata a terra intitolata Il sole che avvolge un paesaggio innevato, dove anche qui spicca il filo giallo avvolto come edera ad una sottile colonna bianca. Nella stessa sala spiccano quattro monoliti di zinco che danno il titolo all’opera Fasi lunari che deviano lo spazio, ottenute dalla divisione del cilindro e ogni forma corrisponde a una fase lunare e la loro posizione varierà periodicamente per tutta la durata della mostra. È isolata la scultura dal titolo aulico Coppia con sentimenti antichi: una forma cilindrica d’argilla sezionata in due con un filo di ferro prima di essere cotta, che richiede uno sguardo non frettoloso, perché i segni lasciati dal taglio si rivelano diversi sulle due metà che, rivolte verso l’esterno e non per caso  configurano il simbolo dell’infinito. Da notare sono anche la serie di disegni a grafite Un altro giorno di pioggia, in cui segni scomposti, vibranti come gocce di rugiada, mettono in relazione il cielo con la terra e dove appare una pozzanghera evocata da cerchi concentrici. I suoi disegni tracciano cartografie emotive in bilico tra introspezione poetica e attenzione alle mutazioni fisiche della natura mai identica a se stessa, e anche nell’uomo si nasconde una piccola parte del grande mistero invisibile della natura che l’arte rende visibile.
Jacqueline Ceresoli
mostra visitata il 7 febbraio
Dal 19 gennaio al 18 marzo 2015
Gianni Caravaggio, Sais
Kaufman Repetto
via Porta Tenaglia 7, Milano
Orari: dal martedì a sabato dalle 11:00 alle 19:30
Info:  www.kaufmannrepetto.com

Jacqueline Ceresoli (1965) storica e critica dell’arte con specializzazione in Archeologia Industriale. Docente universitaria, curatrice di mostre indipendente.

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