Dopo il successo della mostra dedicata all’iperrealismo di Duane Hanson, il Pac conclude la programmazione annuale con la mostra Utopie Quotidiane, l’uomo e i suoi sogni nell’arte dal 1960 a oggi, curata da Vittorio Fagone e Angela Madesani. Sono circa cento le opere esposte, di 47 artisti italiani e stranieri, a testimonianza ed espressione della vita dell’uomo, della sua storia sociale e individuale.
Nell’ossimoro del suo stesso titolo, l’evento propone la polarità tra il vissuto personale e le più ampie visioni di un mondo ideale. L’Utopia, il non luogo, è il regno
Ecco quindi che Cioni Carpi nelle sue riflessioni sul rapporto uomo/natura trasforma un uomo in un vaso; Fabio Mauri medita invece sull’utopia nel mondo politico/sociale; Mauro Ghiglione riflette sui grandi della storia, da Gandhi a Hitler (…o viceversa?)
La mostra propone in definitiva un confronto fra generazioni, ricostruendo il passaggio del testimone e l’evolversi storico di alcuni grandi temi e problematiche, dal rapporto con la natura al problema della città, dalla diffusione della tecnologia, alla massificazione dei processi sociali, dall’omologazione dell’identità, al dramma della memoria storica, a riprova che l’arte contemporanea è riflessione concreta sul mondo e nel mondo.
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elisabetta abbiati
mostra visitata il 22/10/2002
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