Categorie: milano

fino al 19.III.2011 | Eve Sussman | Milano, Impronte

di - 25 Febbraio 2011
Ricco
il catalogo di stupri e gravidanze forzose; parricidi, matricidi e cannibalismi
che costellano la mitologia non solo occidentale. Quanto basta per convincersi
della potenza germinale del gesto violento; quanto basta perché Eve Sussman (Inghilterra,
1961; vive a New York) scelga di appropriarsi della leggenda per farne specchio
dell’attualità, in un’allegoria simmetrica che sfalsa i piani narrativi
annullando le distanze temporali, in una riuscita compenetrazione fra reale e
ideale.

Oltre
la videoarte, verso il cinema d’artista: per la prima volta
nel nostro Paese ecco gli oltre 80 minuti de Il Ratto delle Sabine,
prodotto collettivo di una Rufus Corporation che, per fluidità creativa, echeggia
gli esperimenti “cooperativistici” della factory warholiana; e che mette
sul piatto un prodotto intenso, intrepido, concettualmente ineccepibile e
visivamente coinvolgente.

Tema:
raccontare la crisi della società dei consumi, il bluff del boom;
la grande illusione data da “cose migliori per una vita migliore grazie alla
chimica
”, direbbe Don DeLillo. Svolgimento: un film
senza dialoghi, a significare l’impoverimento della socialità e delle relazioni
di gruppo; un parallelo inquietante, quello con Il Ratto delle Sabine,
nel riferimento parodistico a una civiltà costruita con i mattoni della
violenza e della prevaricazione, dell’appropriazione indebita di carne altrui.


Una narrazione in cinque atti, quasi i movimenti di una sinfonia: il crescendo
di una tensione emotiva che si chiude nella morbida e sensuale battaglia
finale, più una danza drammatica che una lotta vera e propria, figlia dei
riferimenti a Poussin e a David. Curiosamente affine, non solo
per senso della monumentalità, alle ultime prove di Matteo Basilè.

Ulteriore
scarto fra passato e presente è dato dal tuffo nei pieni anni ‘60,
nell’individuazione dell’oggetto di design
come simbolo per la dissoluzione di una società che è accostamento
paratattico di solitudini, e non amalgama, non unione reale, non condivisione.
Spettrali ritmi rallentati, quasi annullati, nella lunga scena girata
all’interno di una splendida villa in stile; volti pietrificati, pose congelate
in un trionfo dell’estetica pura, fine a se stessa.


Questo
lo spazio dell’intimità: al di fuori dominano invece paesaggi riarsi,
crudi e spigolosi, mediterranei al punto da ricordare Pasolini. Paesaggi
catturati in Grecia, però: perché la Sussman sostiene che l’Italia, oggi, abbia
perso l’autentica ancestrale brutalità che la faceva terra di miti, degna delle
pagine – profumate di sangue e mirto – che Jean Giono dedicò a suo tempo alla Provenza. Il
Ratto delle Sabine
non fa per l’Italia, Paese certo non moderno, a questo
punto nemmeno più Paese antico. Italia paese semplicemente,
desolatamente, vecchio.

articoli correlati

Arte in film: Marinella Senatore

Riferimenti alti nei gruppi monumentali di
Matteo Basilé

francesco
sala

mostra
visitata il 13 febbraio 2011


dal 20 gennaio al 19 marzo 2011

Eve Sussman &
Rufus Corporation – Il Ratto delle Sabine

Impronte Contemporary Art

Via Montevideo, 11 (zona Porta Genova) – 20144 Milano

Orario: da martedì a sabato ore 15-19

Ingresso libero

Info: tel. +39 0248008983; info@impronteart.com; www.impronteart.com

[exibart]

Articoli recenti

  • Architettura

Il Pritzker Prize 2026 assegnato all’architetto cileno Smiljan Radic Clarke: i suoi progetti

La 55ma edizione del Pritzker Architecture Prize, il riconoscimento di architettura più prestigioso al mondo, è stata assegnata al cileno…

12 Marzo 2026 15:00
  • Design

Fuorisalone 2026, Essere Progetto: il design accende l’energia di Milano

Presentati nella Sala Buzzati del Corriere della Sera il Fuorisalone 2026 e la Brera Design Week: a Milano oltre mille…

12 Marzo 2026 12:36
  • Attualità

Il futuro del Teatro Sannazaro: lo Stato pronto ad acquistare la storica sala di Napoli

Dopo il grave incendio che ha compromesso il Teatro Sannazaro di Napoli, il Ministero della Cultura ha annunciato l’acquisizione della…

12 Marzo 2026 12:16
  • Fotografia

Esiste ancora l’underground nell’era digitale? La parola a due testimoni oculari

Con “Impubblicabile”, Marco Criante e Francesco Torresi hanno documentato per anni la scena musicale alternativa marchigiana. Adesso il loro libro…

12 Marzo 2026 10:30
  • Fotografia

The Phair 2026 a Torino: la fotografia contemporanea si svela alle OGR

Le OGR di Torino ospitano la settima edizione di The Phair | Photo Art Fair, appuntamento internazionale dedicato alla fotografia…

12 Marzo 2026 9:30
  • Arti performative

DAI MIEI SENI PIANGE L’AMORE: a Milano la nuova performance di Ruben Montini

Dopo la partecipazione alla collettiva per i trent’anni della galleria e in attesa della prima personale, Ruben Montini porta, questa…

12 Marzo 2026 0:02